Due preziosi capolavori medievali in mostra

Esposizione dedicata a San Giovenale, patrono della città di Fossano
15 Ott 2026   

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Si inaugura venerdì 16 ottobre, alle 17, negli spazi del MAB (Museo Diocesano - Archivio - Biblioteca) in via Vescovado 8, l’attesa mostra dedicata a San Giovenale, patrono della città di Fossano.

​Organizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 1650 anni dalla morte del santo, l’esposizione rappresenta un appuntamento di straordinaria rilevanza storica e spirituale. In un contesto regionale in cui sono rari i centri capaci di conservare una testimonianza identitaria così antica e integra, Fossano si distingue per un patrimonio devozionale e artistico di prim’ordine, custodito e tramandato con cura nei secoli.

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​Due soli pezzi, un’eredità inestimabile

​L’allestimento, curato all’interno della suggestiva ex Cappella del Seminario Maggiore, si concentra essenzialmente su due preziosi capolavori medievali, concepiti ed eseguiti espressamente per la comunità fossanese:

​L’Ufficio Ritmico di San Giovenale (fine XIV - inizio XV sec.): un raro e preziosissimo codice manoscritto in quattro parti, ritrovato negli anni Settanta dal sacerdote Piero Damilano presso l'Archivio Diocesano. Voluto forse dal beato francescano Oddino Barotti per la liturgia delle ore, rappresenta una testimonianza musicale e liturgica unica in Piemonte, capace di intrecciare il canto gregoriano, le prime forme polifoniche e la sensibilità popolare.

​La Pala di San Giovenale (primo Cinquecento): una preziosa tavola dipinta raffigurante il Santo vescovo benedicente. Recentemente restituita alla sua veste originale grazie a un attento intervento di restauro che ha rimosso ridipinture successive (come la barba e la città in mano), l’opera è oggi restituita alla cerchia dei pittori casalesi Aimo e Balzarino Volpi. Un tassello fondamentale per la ricostruzione del panorama artistico fossanese del XVI secolo.

​Un veicolo di comunità e la "Via della Bellezza"

​Come sottolineato da don Davide Pastore, la scelta di esporre queste due sole opere rientra in un percorso pastorale e culturale volto a trasformare l'arte in un veicolo di incontro e riflessione per tutti, credenti e non. Attraverso la cosiddetta "Via della Bellezza", la mostra intende rispolverare la memoria storica della comunità, permettendo di riscoprire le radici e la profonda devozione che hanno modellato la storia del territorio.

​Per rendere l’arte davvero accessibile a tutti e far sì che queste testimonianze "venute da un tempo lontano"  parlino a ogni visitatore, l’allestimento sarà corredato da pannelli esplicativi e da un libretto guida con sezioni redatte in scrittura piana e semplificata, proseguendo l'esperienza inclusiva già felicemente intrapresa in occasione delle mostre giubilari.

​Orari di apertura: La mostra sarà visitabile grazie ai Volontari per l'Arte tutti i sabato pomeriggio e l'ultima domenica del mese.