Accusato di stalking, docente condannato a un anno di reclusione

La sentenza è stata pronunciata dal giudice Marco Toscano del Tribunale di Cuneo, a conclusione di una vicenda nata e sviluppatasi all’interno di un condominio di Savigliano
24 Lug 2026   ,

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Si chiude con una condanna ad un anno di reclusione il processo a carico di G.C., docente precario di scuola superiore accusato di atti persecutori nei confronti di una ex vicina di casa. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Marco Toscano del Tribunale di Cuneo, a conclusione di una vicenda nata e sviluppatasi all’interno di un condominio di Savigliano.
L’imputato aveva tentato di chiudere il contenzioso legale attraverso un accordo risarcitorio economico con la parte civile, finalizzato ad ottenere la remissione della querela. Tuttavia, il mancato pagamento dell’intera somma pattuita ha fatto saltare l’intesa, costringendo il giudice a pronunciarsi sul merito dei fatti.

A far scattare le indagini era stata la denuncia di una infermiera trentenne che abitava nell’alloggio adiacente a quello del professore. In aula, la donna ha ripercorso mesi di forti tensioni e comportamenti che le hanno radicalmente cambiato la vita. Il primo campanello d’allarme era stato un foglio sconnesso lasciato sotto la sua porta, contenente accuse generiche. Di lì a poco, l’identità dell’autore era emersa chiaramente attraverso ripetuti messaggi inviati dal profilo Facebook del docente, il quale la accusava falsamente di screditarlo con le colleghe. La situazione è poi degenerata nella quotidianità condominiale: la vittima ha raccontato di aver sorpreso più volte l’uomo intento ad ascoltare dietro la sua porta di casa e, in un’occasione, a nascondere dei pacchetti di cracker sotto lo zerbino.

Una pressione psicologica costante che ha generato nella trentenne uno stato di forte ansia e disagio emotivo, costringendola infine a lasciare l’appartamento in affitto. «Sono qui perché non vorrei che qualcun altro si trovasse a vivere quello che ho passato io» ha dichiarato la donna al giudice.
Davanti al Tribunale, il docente ha respinto le accuse di stalking, ridimensionando la vicenda a semplici incomprensioni e «screzi di vicinato» dovuti al fatto che la donna non lo salutasse; una ricostruzione che non ha però convinto il giudice.

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Il precedente

Per il docente si tratta dell’ennesimo capitolo di una complessa storia giudiziaria. Nel 2023 l’uomo era già finito a processo con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione e lesioni per aver morso il braccio di uno studente di 17 anni durante una colluttazione all’istituto Arimondi-Eula di Racconigi. Da quella specifica accusa, tuttavia, il Tribunale di Cuneo lo aveva assolto, riconoscendo nel morso una reazione istintiva di legittima difesa, sebbene il provvedimento non avesse evitato la sua destituzione formale dal servizio da parte della scuola.

Questa volta, per le molestie alla vicina di casa, è arrivata la condanna in primo grado.

Paolo Biancardi