Responsabile di stalking e lesioni, condannata 67enne di Savigliano

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Il tribunale di Cuneo ha condannato a 9 mesi di reclusione G. G., 67 anni, residente a Savigliano, ritenuta responsabile di stalking e lesioni nei confronti della vicina di casa. La sentenza è arrivata al termine di un processo che ha ricostruito una lunga escalation di episodi, culminata in aggressioni fisiche e in un clima di paura costante per la vittima.
Nel corso dell’ultima udienza, il pubblico ministero Francesco Lucadello aveva chiesto una condanna più severa, pari a 10 mesi e 20 giorni, sottolineando come l’istruttoria dibattimentale avesse evidenziato una convivenza ormai diventata insostenibile all’interno del condominio popolare dell’Atc. A denunciare la donna è stata una vicina settantenne, che vive sullo stesso pianerottolo. Non si trattava della prima segnalazione: già in passato erano stati denunciati danneggiamenti, ma – secondo il racconto della vittima – la situazione sarebbe progressivamente degenerata.
Gli episodi
Due, in particolare, gli episodi più gravi emersi durante il processo. Il primo sarebbe avvenuto all’uscita dell’ascensore, dove la vittima sarebbe stata afferrata per il collo e spinta contro il muro. Il secondo episodio, circa una settimana dopo, si sarebbe verificato in strada: fermatasi con l’auto, la donna sarebbe stata aggredita e tirata per i capelli. In entrambe le circostanze intervennero i Carabinieri, allertati da residenti e passanti.
La vicenda si inserisce in un contesto già noto alle autorità giudiziarie. In precedenza, G.G. era stata condannata per aver rigato l’auto della stessa vicina con un oggetto appuntito e per averla imbrattata con una sostanza corrosiva, con un risarcimento stabilito in 2.400 euro. Ancora prima, era stata riconosciuta colpevole di getto pericoloso di cose e minacce per aver lanciato uno zerbino dal balcone; episodio che aveva comportato un ulteriore risarcimento di 1.500 euro.
Le testimonianze raccolte in aula hanno delineato un quadro fatto di continue angherie condominiali: biciclette danneggiate, campanelli sottratti, oggetti personali fatti sparire. Ma soprattutto è emerso il forte impatto psicologico sulla vittima. Quest’ultima, secondo quanto riferito, avrebbe vissuto per mesi in uno stato di ansia e paura, arrivando a temere anche di uscire di casa da sola e chiedendo spesso aiuto ai vicini per essere accompagnata.
La sentenza chiude, almeno in primo grado giudiziario, una vicenda che per anni ha segnato profondamente la quotidianità del condominio, trasformando un rapporto di vicinato in una situazione di costante tensione e insicurezza.
Paolo Biancardi



