Truffa telefonica con l'Intelligenza Artificiale: finti appuntamenti per colpire le abitazioni lasciate incustodite

La nuova tecnica dei malviventi utilizza lo "spoofing": chiamano con il numero reale della Questura, ma è un fake
07 Mag 2026   

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In queste ultime ore sta girando sulle app di messaggistica la nota vocale di una signora di nome Daniela che sta avvisando di una nuova truffa telefonica: tramite l'uso dell'Intelligenza Artificale, i malviventi riescono a chiamare direttamente con il numero ufficiale della Questura. Il motivo? Fare prendere appuntamento alla vittima, farla uscire di casa e, una volta lasciato incustodita l'abitazione, svaligiarla.
Quello che sembrava un contatto ufficiale da parte delle forze dell’ordine si è rivelato, invece, l’inizio di un tentativo di truffa estremamente sofisticato.

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La trappola: un lessico perfetto e dati certi

«Rispondo e mi chiedono subito se fossi io», racconta Daniela nella sua testimonianza. Dall’altra parte del filo, una voce, con un italiano perfetto e un tono assolutamente professionale, tanto da poter essere scambiato per un poliziotto a tutti gli effetti, le comunica la presenza di una notifica da ritirare urgentemente presso gli uffici della Questura di corso Vinzaglio.

Il momento di massimo pericolo psicologico per la vittima scatta quando il sedicente agente, di fronte ai dubbi della donna, ne snocciola con precisione la data di nascita: 10 ottobre 1965. La conoscenza di dati sensibili è l’arma principale utilizzata dai truffatori per abbattere le difese della vittima e instaurare un falso senso di fiducia. Tuttavia, è stata proprio la prontezza di Daniela a far saltare il piano: invece di rispondere con il fatidico "sì" (che potrebbe essere usato per confermare illecitamente dati o servizi), la donna ha chiesto le generalità dell’interlocutore per poterlo rintracciare una volta giunta in Questura. A quella domanda, il malvivente ha interrotto bruscamente la chiamata.

Lo "Spoofing" e il ruolo dell'Intelligenza Artificiale

Dopo il sospetto iniziale, Daniela ha effettuato una verifica su Google, confermando che il numero da cui aveva ricevuto la chiamata apparteneva effettivamente alla Questura di Torino. Decisa a vederci chiaro, ha provato a richiamare. Se la funzione "richiama" dello smartphone non ha prodotto risultati, componendo manualmente lo stesso numero la donna è riuscita a parlare con i veri uffici della Polizia.

La risposta degli agenti ha confermato un fenomeno in preoccupante ascesa: «È una settimana che chiamano con i nostri numeri e anche con quelli dei Carabinieri utilizzando l’intelligenza artificiale». Si tratta di una tecnica chiamata ID Spoofing, che permette ai malviventi di manipolare il mittente della chiamata facendo apparire sul display della vittima numeri di telefonia fissa reali e autorevoli.

L'obiettivo finale: farti uscire di casa

L'aspetto più pericoloso di questa truffa non è solo l'estorsione immediata di denaro, ma la logistica del furto in abitazione. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, l’obiettivo dei malviventi è fissare un appuntamento fisico con la vittima. Spingendo il cittadino a recarsi in Questura in un orario prestabilito, i truffatori ottengono la certezza che l’abitazione rimarrà incustodita per il tempo necessario a svaligiarla indisturbati.
«Vogliono sapere quando andate su e così vengono e svuotano le case», è l'allarme lanciato direttamente dagli uffici di polizia.

Il vademecum per la sicurezza

Le autorità, attraverso la testimonianza di Daniela, ribadiscono alcuni consigli fondamentali per non cadere nella rete:

  1. Mai rispondere "Sì": Evitare l’uso di questa parola durante chiamate da numeri sconosciuti o sospetti, poiché la registrazione del "sì" può essere manipolata dai truffatori.
  2. Diffidare del display: Anche se il numero appare come "Polizia" o "Carabinieri", il sistema di spoofing può renderlo un falso.
  3. Verifica incrociata: Se ricevete una chiamata sospetta, riattaccate immediatamente. Non utilizzate la funzione "richiama" del registro chiamate, ma componete manualmente il numero ufficiale dell'ente che vi ha cercato.
  4. Mantenere la calma: Le forze dell'ordine non utilizzano quasi mai queste modalità per notifiche ordinarie e non sollecitano mai appuntamenti telefonici senza fornire protocolli precisi.