Distributore nel Cuneese truffava i clienti: la pompa del gasolio erogava il 5% in meno

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Ogni volta che facevano il pieno, pagavano per più gasolio di quanto ne ricevevano. E non di poco: il cinque per cento in meno rispetto a quanto indicato sul display. Una truffa silenziosa, nascosta nel meccanismo di una colonnina, che i clienti non potevano in alcun modo rilevare da soli. A scoprirla sono stati i finanzieri del Gruppo di Cuneo, che il 13 aprile hanno sequestrato la pompa irregolare presso un distributore stradale del cuneese nell'ambito di una verifica fiscale nel settore delle accise sui prodotti energetici.
Il trucco nel contatore
L'indagine è partita come un controllo di routine sulla documentazione amministrativa e fiscale dell'impianto. Ma è quando i militari hanno deciso di testare direttamente l'erogazione del carburante che è emersa la stortura. Utilizzando strumentazione certificata e ripetendo la prova per tre volte consecutive — per eliminare ogni margine di errore — le Fiamme Gialle hanno rilevato uno scostamento netto: la colonnina consegnava al cliente il 5% di gasolio in meno rispetto al quantitativo indicato sul monitor.
Un divario che parla chiaro, soprattutto se confrontato con i limiti fissati dalla normativa tecnica di settore, che tollera uno scarto massimo dello 0,75%. Il malfunzionamento accertato era quindi quasi sette volte superiore alla soglia consentita: difficile parlare di anomalia casuale.
La colonnina è stata immediatamente posta sotto sequestro penale e sigillata. La Procura della Repubblica di Cuneo è stata informata per l'ipotesi di reato di frode nell'esercizio del commercio, ai sensi dell'articolo 515 del Codice Penale.
Il caso della colonnina irregolare non è però che la punta di un iceberg più esteso. Nel corso degli accertamenti condotti sull'intera rete stradale provinciale — intensificati negli ultimi mesi in ragione delle forti oscillazioni dei prezzi alla pompa — sono emerse ulteriori irregolarità.
Due distributori non avevano comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i prezzi dei prodotti energetici, come invece previsto dalla normativa sulla trasparenza dei prezzi. Ben sette impianti, invece, non esponevano in modo visibile i listini al consumo oppure non avevano aggiornato le informazioni sul portale ministeriale "Osservaprezzi carburanti", lo strumento pensato proprio per consentire ai cittadini di confrontare i prezzi in tempo reale.
L'operazione si inserisce in un quadro più ampio di presidio della legalità economica in un settore — quello dei carburanti — che tocca direttamente le tasche di milioni di famiglie e imprese. I controlli delle Fiamme Gialle non mirano soltanto a verificare il corretto versamento delle accise, ma anche a garantire che i meccanismi di erogazione funzionino correttamente, che la qualità del prodotto venduto sia conforme agli standard e che i prezzi siano comunicati con la dovuta trasparenza.
In un contesto in cui il prezzo del carburante è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico, la scoperta di una pompa che "ruba" il cinque per cento del prodotto suona come un campanello d'allarme. Quanti rifornimenti ha erogato quella colonnina prima che qualcuno la controllasse? Quanti automobilisti hanno pagato senza ricevere il dovuto?
Come segnalare anomalie
La Guardia di Finanza ricorda ai cittadini che è possibile segnalare irregolarità riscontrate durante il rifornimento chiamando direttamente il numero di pubblica utilità 117. Una collaborazione attiva che può fare la differenza nella tutela dei consumatori e nella difesa delle risorse pubbliche.




