Il coro “Once upon a choir” del Maestro Piccininni è pronto a incantare con le musiche Disney

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I numeri per il “debutto in società” ci sono tutti, a partire dalla location, un gioiello del nostro patrimonio storico e artistico, palazzo Muratori-Cravetta. E che dire dell’evento, l’opening, l’inaugurazione per intenderci, niente meno che di Savix. E loro sono pronti e carichi di adrenalina. Parliamo della nuova formazione canora “Once upon a choir”, che venerdì sera, 8 maggio, si presenterà per la prima volta al pubblico. Ci siamo fatti raccontare dal maestro, nonché ideatore, Matteo Piccininni il “dietro le quinte” di questa prestigiosa e particolare iniziativa culturale, un unicum a livello nazionale, con una funzione educativa e aggregativa.
Chi è Matteo Piccininni
Iniziamo a conoscere più da vicino il maestro: saviglianese, classe 1997, “arimondino” con maturità scientifica, ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte, diplomandosi al Conservatorio Ghedini di Cuneo, dove ha conseguito anche il diploma di composizione e direzione di coro. Ha seguito master e corsi di approfondimento, collaborando con numerosi cori. Successivamente, si è iscritto al conservatorio Arrigo Boito di Parma ottenendo, a pieni voti, il diploma di direzione d’orchestra. Ha vinto numerosi concorsi internazionali, tra cui una masterclass a New York e nel 2025 il primo posto al concorso internazionale di direzione d’orchestra in Romania.
“Once upon a choir”. Di cosa si tratta?
È il primo mass choir in Italia. Sono dei cori americani composti da 100 elementi o più. Il nostro è il primo interamente dedicato al mondo Disney e al Brodway musical, con un repertorio pop.
Il nome ci incuriosisce parecchio. Che cosa significa e perché l’avete scelto?
Il nome non è altro che l’incipit, in inglese, delle fiabe Disney “Once upon a time”, che tradotto in italiano è il ben noto “C’era una volta…”. Lo abbiamo modificato e adattato al nostro ruolo “Once upon a choir”, ovvero “C’era una volta un coro”, sottolineando l’aura fiabesca del gruppo, che narra, in musica, le favole e i racconti Disney.
Siete una rarità nel panorama canoro italiano.
Sì, siamo unici: primi in Italia e tra i primi in Europa. Ci sono dei cori che cantano brani del repertorio Disney, ma sono vincolati a singoli spettacoli. Una volta terminati, la formazione torna all’attività ordinaria, che può essere pop, folk o polifonica. Non esiste un coro con un genere esclusivamente Disney come il nostro. Ci hanno chiesto di aprire sedi in tuta Italia: Milano, Roma, Genova, Sanremo. È un’ipotesi che stiamo valutando. Ci piacerebbe fondare una sorta d’accademia. Abbiamo anche richieste di collaborazione con cori dall’Ungheria, dalla Norvegia e da altri paesi europi. Chissà!
Simona Trabucco
L'INTERVISTA COMPLETA ALL'INTERNO DEL GIORNALE.




