Emanuele Filiberto si propone come testimonial delle residenze reali

«Lo Stato italiano ha iniziato a investire tardi nel valore storico e culturale delle residenze sabaude, ritardandone l’apertura e quindi la fruibilità al pubblico»
24 Apr 2026   

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Potrebbe arrivare proprio dalla Real Casa un “ambasciatore” per raccontare e valorizzare il patrimonio delle residenze reali piemontesi. A rilanciare l’idea è Emanuele Filiberto di Savoia, che si dice disponibile a diventare testimonial del sistema museale regionale, con un’attenzione particolare anche per il Castello di Racconigi.

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L’occasione nasce dalle riflessioni di Filippo Masino, direttore dei Musei del Piemonte, che ha sottolineato il valore culturale e storico delle residenze sabaude, tra cui proprio Racconigi, una delle più significative. Il complesso, oggi patrimonio Unesco, è stato infatti per secoli luogo di villeggiatura della famiglia reale e simbolo diretto del legame tra il territorio e la dinastia dei Savoia. Un legame che, nella nostra città, è ancora più forte: qui nacque infatti Umberto II di Savoia, ultimo re d’Italia, rendendo il castello non solo una residenza storica, ma anche un luogo identitario per la memoria nazionale.

«Sarei onorato di fare da testimonial – ha spiegato il principe Emanuele Filiberto, sottolineando come il patrimonio sabaudo rappresenti un “forziere di memoria” ancora non pienamente valorizzato –. Lo Stato italiano ha iniziato a investire tardi nel valore storico e culturale delle residenze sabaude, ritardandone l’apertura e quindi la fruibilità al pubblico. Cosa che non è successa per esempio nella vicina Francia. Pensiamo a quanto sono famosi i Castelli della Loira, conosciuti in tutto il mondo».

L’idea è quella di utilizzare anche il suo ruolo e la sua visibilità internazionale per promuovere le residenze, portando Racconigi e gli altri siti sabaudi al centro di un racconto capace di parlare soprattutto ai giovani e ai visitatori stranieri: «Lavorerei più di un’Ambasciata; i giovani devono avere la possibilità di conoscere la Storia, non si può costruire il futuro senza guardare al passato e sapere cosa è stato – ha aggiunto –. In molti lo stanno già facendo, le nostre associazioni stanno crescendo grazie a loro. Si stanno per celebrare gli 80 anni della Repubblica, di cui sono un semplice cittadino, ma il mio cognome appartiene a una delle più antiche casate d’Europa, che ha lasciato un importante patrimonio culturale al Paese».

L’erede di Casa Savoia si è quindi proposto come figura capace di coniugare memoria storica e promozione turistica, non mancando però una riflessione più ampia; il nome dei Savoia, secondo il principe, continua talvolta a suscitare diffidenze in Italia, un nodo che, a suo avviso, andrebbe superato per guardare al valore culturale e storico lasciato dalla dinastia anche in territori come Racconigi, dove questa eredità è ancora tangibile.
La proposta è ora sul tavolo delle istituzioni e, se raccolta, potrebbe offrire una nuova opportunità di rilancio per il Castello e per l’intero sistema delle residenze sabaude, con Racconigi al centro di una narrazione che intreccia storia, identità e futuro.

Davide Bergesio