L'appello di don Troya: «Riportate le spoglie dei Reali in Italia»

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.
Sono trascorsi 43 anni dalla scomparsa di Sua Maestà Umberto II di Savoia, ultimo Re d’Italia, e oltre 25 anni dalla morte della Regina Maria José: entrambi riposano nell’Abbazia di Altacomba, in Francia, lontano dalla loro patria; una situazione che, secondo Monsignor Gian Franco Troya, rappresenta un’ingiustizia. A tal proposito, il rettore del Santuario Reale Madonna delle Grazie di Racconigi, in carica dal 1973, ha lanciato un appello deciso affinché le spoglie dei sovrani possano finalmente fare ritorno in Italia, nella città natale del Re.
«All'interno del Santuario sono già presenti delle salme dei nobili e ci sarebbe posto per inserire quella dell'ultimo Re d'Italia - spiega don Troya - in ogni caso, si potrebbe ragionare su eventuali altre soluzioni, ma il mio umile appello che rivolgo alla Famiglia Reale e alle Istituzioni e quello di riportare a casa le spoglie di questo grandissimo e Augusto Re. Il ritorno a casa delle salme dei Reali rappresenterebbe un bel gesto di riconoscenza per questo Re, ancora molto amato, ma anche una grande opportunità per la città di Racconigi e il suo Castello, per il Piemonte e l'Italia. In questo modo - conclude - sarebbe importante per il Principe Emanuele Filiberto avere il ruolo di Ambasciatore per valorizzare le moltissime opere d'arte, costruite dai Suoi Augusti Avi che sono patrimonio mondiale dell'Unesco, così come avevo più volte ribadito dal 2023».
Il pensiero di don Franco trova piena condivisione anche da parte del sindaco di Racconigi, Valerio Oderda: «Penso sia un gesto compatibile con le volontà di Umberto II di Savoia, che fu un nostro concittadino, nato proprio a Racconigi. Come dimostra il Castello, nel bene e nel male, la dinastia Savoia ha avuto un ruolo importante nella nostra città. Ritengo sia legittimo rispettare questo desiderio del rettore, espresso in più occasioni, e, dopo tanti anni, alla luce dei provvedimenti di esilio ormai cancellati, dare seguito alle volontà del Re - ha dichiarato il primo cittadino - Immagino che il Santuario abbia tutte le qualità per essere un luogo idoneo. L’espressione di carattere storico e culturale che rappresentiamo può concretizzarsi anche attraverso questo gesto, che interpreta un desiderio di cui don Franco è uno dei principali testimoni».
Viviana Cappelli
ULTERIORI DETTAGLI ALL'INTERNO DEL GIORNALE.



