Quando la leva militare ti cambiava la vita

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“485 giorni con la divisa”. Luciano Botta ci racconta il suo servizio militare o meglio, come scrive nel sottotitolo, il suo “esilio” al servizio della patria. Poche pagine per descrivere l’avventura della naja che allora si svolgeva per un anno e mezzo (solo più tardi e fino alla sua sospensione nel 2000 la leva militare si accorciò ad un anno).
“Ciano”, com’è familiarmente chiamato il nostro ex vicesindaco ed esponente del mondo del volontariato cittadino, ripercorre il periodo fra il maggio del ‘62 e l’ottobre del ‘63, un anno e mezzo fra il Car (Centro addestramento reclute) a Trapani, in Sicilia, e la destinazione finale a Elmas, in provincia di Cagliari, in Sardegna (da qui nasce, probabilmente, la passione calcistica del nostro autore per la squadra sarda). Uno spaccato di vita di altri tempi che oggi non esiste più, ma che allora accomunava tutti i giovani abili per il servizio militare.
Un racconto dettagliato ed ironico delle tante peripezie che, come sottolinea lo stesso Luciano nella prefazione, meritano di essere rivissute. Nel libro sono presenti anche alcune lettere ai familiari che Luciano ha ritrovato fra i ricordi in cantina. In queste missive si ritrovano i desideri, le apprensioni e le ansie di un giovanotto alle prese con la vita di caserma.
Botta non è nuovo a questo tipo di pubblicazioni: qualche anno fa, in “Nato per viaggiare” fa aveva dato alle stampe il racconto delle sue esperienze in tanti viaggi in giro per il mondo.
Il libro non è in vendita; se si desidera riceverne una copia è necessario rivolgersi direttamente all’autore.
di Liliana Cimiero
