Un debutto da 40.000 visitatori per Bori: «Un mix di ansia e felicità»

Il nuovo presidente della Fondazione Ente Manifestazioni Savigliano commenta la Festa del Pane 2026
18 Ott 2026   

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Giuseppe Bori, per tutti Beppe, 37 anni appena compiuti, è al timone della Fondazione Ente Manifestazioni Savigliano dal maggio scorso. Pur ancora giovane, ha già una certa esperienza: è stato attivo in diverse associazioni, consigliere comunale di opposizione a Savigliano e a Melle; sposato e papà, lavora come consulente finanziario. Alla Festa del pane due anni fa era dietro il bancone a vendere le pagnotte, ora invece l’ha organizzata da presidente. E si è trovato di colpo ottantamila occhi puntati addosso, manco fosse Lionel Messi alla partita d’addio al calcio.
Gli abbiamo chiesto le sue sensazioni.

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Com’è stata questa prima volta?

«Un giusto mix tra ansia e felicità. Ansia perché la Festa del pane ha sempre funzionato e il rischio di far danni era parecchio (sorride, ndr). Felicità al pensiero di gestire una manifestazione così importante per la mia città.»

Analizziamo gli aspetti principali. Cosa ha funzionato.

«Primo: il raddoppio degli spazi (col ritorno in piazza Santarosa) è stata una scommessa vinta. Chissà che un domani non arriveremo a tre piazze... Secondo: la partnership con città vicine per i prodotti da abbinare al pane, la salsiccia di Bra e i peperoni di Carmagnola; è andata bene e penso che altri Comuni si aggiungeranno.Terzo: l’area forni, che si è confermata il cuore della manifestazione.»

Cosa, invece, non ha funzionato.

«La musica la sera: io penso che sia giusto proporla, ma va rivista sia come ambienti che come orari. Inoltre, l’inaugurazione mi è sembrata un po’ troppo d’élite: va aperta maggiormente al pubblico, magari prevedendo una platea dove potersi sedere.»

Qualche numero di questa festa?

«Abbiamo registrato quasi 40.000 visite: è un dato ufficiale registrato dal Centro studi dell’Ascom di Savigliano (è un sistema che si basa sulla presenza dei telefonini, ndr). Nell’area forni si sono avvicendati 60 panettieri e riguardo al pane non ho numeri precisi, ma possiamo dire che lo abbiamo venduto fino all’ultimo minuto. La salsiccia, invece, è già andata esaurita nel pomeriggio della domenica.»

Essere stato in passato volontario all’evento in cosa le è stato utile?

«Un conto è visitare una festa, un altro conto è viverla dietro le quinte. Da volontario nelle precedenti edizioni ho potuto capire alcune dinamiche che poi ho potuto mettere in atto nell’organizzazione.

Un suo obiettivo era «portare qualcosa di nuovo, ma mantenere l’anima della manifestazione». Missione compiuta?

«Direi di sì. Avrei voluto allargare ancor di più la kermesse al territorio; se possibile, lo faremo nelle prossime edizioni. L’anima dell’evento è l’area forni e ritengo che siamo riusciti a preservare la sua unicità.»

Il presidente non è un uomo solo al comando. Chi lo supporta?

«So bene che i presidenti passano, ma gli uffici restano. Ringrazio in modo particolare lo staff formato da Andrea Coletti, Paola Piumatti, Elisa Bailone e Lisa Bonetto. Inoltre, il mio grazie va all’Amministrazione comunale che, negli ultimi anni, ha saputo ridare la giusta centralità agli eventi cittadini.»

Prossimo appuntamento, il Natale. Cosa dobbiamo aspettarci?

«Ripartiremo da quel che funziona: il mercatino e il laboratorio degli elfi sotto l’ala. Per il resto, ho già incontrato i commercianti e i due assessorati di riferimento del Comune (cultura e manifestazioni) per capire come coinvolgere maggiormente le piazze. Abbiamo un bellissimo programma natalizio, ma finora è rimasto “chiuso” sotto l’ala.»

E per il prossimo anno, cosa c’è di sicuro in calendario?

«A marzo il Mag (la Fiera della meccanizzazione agricola), fiore all’occhiello della Fondazione Ente Manifestazioni, con la fiera di primavera la domenica. A maggio tornerà Quintessenza. Per il resto del calendario, stiamo lavorando. L’obiettivo è comunicare i prossimi eventi prima possibile.»

Guido Martini