Sottopasso di Racconigi, il TAR stoppa i lavori

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I lavori per il sottopasso ferroviario di Racconigi si fermano, almeno in parte. Il TAR del Piemonte ha accolto l'istanza di sospensione cautelare presentata da un gruppo di nove cittadini contrari alla realizzazione dell'opera sulla linea ferroviaria Torino-San Giuseppe di Cairo.
Il progetto, il cui iter è incominciato con i primi studi nel 2018, prevede un nuovo sottopasso per i veicoli, munito anche di percorso ciclopedonale, che porterà alla soppressione dei quattro passaggi a livello attuali. I lavori erano stati affidati da RFI all'azienda incaricata lo scorso aprile. La ditta è la Preve Costruzioni.
Cosa ha deciso il TAR
La sospensiva non è totale. L'istanza è accolta "limitatamente a quelle attività che comportano una irreversibile trasformazione del suolo", in attesa della trattazione del ricorso fissata all'udienza del 17 marzo 2027. Le attività preparatorie e reversibili, quindi, potrebbero in linea teorica proseguire.
Il passaggio più significativo dell'ordinanza è però quello in cui i giudici mettono in chiaro i propri dubbi sulla solidità stessa del ricorso: nell'accogliere la sospensiva, i giudici amministrativi hanno rilevato i dubbi sussistenti circa l'ammissibilità del ricorso, derivanti "sia dalla mancata dimostrazione dell'uniformità delle posizioni dei ricorrenti sia dall'assenza di un concreto interesse al ricorso". Si ritiene tuttavia che la questione abbia assunto "una dimensione e una complessità tale da renderla difficilmente delibabile in sede di cautelare", demandando al giudizio di merito ogni approfondimento.
In sintesi: il TAR ha fermato i lavori non perché convinto della fondatezza del ricorso, ma perché l'opera è abbastanza complessa da meritare un approfondimento in sede ordinaria.
Una battaglia lunga anni
Il comitato, rappresentato in sede giudiziaria dall'avvocato Antonio Salerno, contesta le modalità di realizzazione, paventando in particolare i disagi legati al cantiere e alla gestione successiva dell'opera.
Tra le critiche sollevate: un cantiere della durata di oltre tre anni, lavori di consolidamento geotecnico fino a 18 metri di profondità, una galleria sotterranea di oltre 70 metri, una profondità di scavo di 10 metri e un'altezza della struttura superiore a 5 metri - con fabbricati novecenteschi a soli 3 metri di distanza. Il comitato contesta anche che il Comune si troverà a gestire l'opera in perpetuo, con sorveglianza h24 a proprie spese, senza che siano mai stati stimati né accantonati i relativi costi.
Il comitato ha sempre precisato di non essere contrario all'opera in sé, ma alla sua attuale configurazione: la richiesta è di rivedere il progetto in termini di sostenibilità, considerato sovradimensionato rispetto al contesto urbano.
L'udienza di merito è fissata al 17 marzo 2027. Fino a quella data, il cantiere sulle parti irreversibili resta fermo.



