Droni troppo vicini all'aeroporto di Cuneo: lo scalo di Levaldigi lancia l'avvertimento

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Non è un avvertimento di routine. L'Aeroporto di Cuneo-Levaldigi, gestito da GEAC S.p.A., ha diffuso il 30 giugno un comunicato stampa che richiama cittadini, appassionati e operatori professionali al rispetto delle norme sull'uso dei droni nelle aree interessate dalle operazioni di volo. A motivare il comunicato ci sono episodi concreti verificatisi negli ultimi mesi, su cui lo scalo non fornisce dettagli ma che evidentemente hanno raggiunto una soglia di preoccupazione sufficiente a rendere necessario un avvertimento pubblico.
Il contesto aggravante è duplice: il progressivo incremento del traffico aereo civile e la crescente attività della scuola di volo presente nello stesso aeroporto. Più voli, più movimenti, più probabilità che un drone nelle vicinanze diventi un problema serio.
Il pericolo non è solo vicino alla pista
Il punto che il comunicato sottolinea con più forza è uno dei meno intuitivi per chi non frequenta il mondo dell'aviazione: il rischio non riguarda soltanto le immediate vicinanze della pista. Gli aeromobili in fase di decollo e atterraggio percorrono traiettorie che si estendono per diversi chilometri attorno all'aeroporto. Un drone fatto volare anche a distanza apparentemente sicura dallo scalo può trovarsi esattamente sulla rotta di un aereo in avvicinamento o in salita.
Ogni segnalazione di un drone in prossimità di queste traiettorie viene considerata dalle autorità competenti un potenziale rischio per la sicurezza della navigazione aerea. Le conseguenze operative possono essere immediate: l'attivazione delle procedure previste dalle Autorità aeronautiche, con possibili ripercussioni sulla regolarità dei voli.
Cosa dice la normativa e cosa rischia chi non la rispetta
L'area attorno all'aeroporto rientra nella cosiddetta ATF, Aerodrome Traffic Zone: una zona di traffico aeroportuale in cui le limitazioni all'uso di droni sono particolarmente stringenti. Prima di far volare qualsiasi velivolo a pilotaggio remoto nelle vicinanze dello scalo - ma più in generale in qualsiasi area - è obbligatorio verificare i vincoli pubblicati attraverso i canali ufficiali dell'ENAC e la piattaforma d-flight, il sistema nazionale di gestione dello spazio aereo per i droni.
Il quadro normativo di riferimento è il Regolamento europeo UE 2019/947 e la normativa EASA. Le violazioni non sono questione di semplici multe: possono comportare sanzioni amministrative, il sequestro del drone e responsabilità di natura penale.
L'aeroporto di Cuneo-Levaldigi chiude il comunicato ribadendo che «la tutela della sicurezza della navigazione aerea costituisce una priorità assoluta». Un messaggio rivolto a tutti: dal fotografo amatoriale che vuole riprendere il paesaggio dall'alto, all'operatore professionale che lavora nelle campagne della provincia. Le regole valgono per tutti, e ignorarle può avere conseguenze che vanno ben oltre una multa.




