Il palazzo all'ex Sicurtà avrebbe potuto essere di cinque piani

Ma in quel caso chi ha presentato ricorso avrebbe avuto diritto a un risarcimento
03 Giu 2026   

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Il palazzo di quattro piani che sta sorgendo al posto dell’ex torrefazione del caffè Sicurtà, in viale Piave, davanti al parco Graneris, si sarebbe potuto costruire anche di cinque piani, ma in quel caso le due vicine di casa che hanno presentato ricorso contro l’edificio avrebbero avuto diritto ad un risarcimento. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato – secondo ed ultimo grado della giustizia amministrativa – con la sentenza dello scorso 22 maggio.

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Nell’ottobre 2024, nel giudizio di primo grado, il Tribunale amministrativo regionale si era espresso ritenendo “inammissible” il ricorso delle due vicine di casa che chiedevano l’annullamento del permesso di costruire; allora, le ricorrenti avevano presentato appello. Ora i giudici di Palazzo Spada a Roma – dove ha sede l’organo di appello – hanno accolto in parte la richiesta ed hanno stabilito che il primo permesso di costruire rilasciato dal Comune il 5 settembre 2023 al costruttore Fabrizio Taricco di Narzole (edificio di 5 piani, piano terra compreso) è divenuto illegittimo in parte.

Vediamo perché, ripercorrendo in breve la vicenda: nel settembre 2023 il Comune aveva rilasciato legittimamente il permesso di costruire un palazzo di cinque piani, basandosi sulla legge regionale in vigore al tempo (che permetteva una certa “cubatura”). Nel maggio 2024, però, la Corte Costituzionale ha ridimensionato tale la legge regionale, ritenuta troppo “permissiva”.
Dunque, un permesso basato sulla prima legge non sarebbe più stato valido. Senonché, per evitare problemi, Taricco nell’agosto 2024 aveva deciso di modificare i suoi progetti, eliminando gli aumenti di volumetria previsti e abbassando l’edificio da cinque a quattro piani. Aveva dunque richiesto al Comune un secondo permesso “in variante”, che gli è stato accordato nell’aprile 2025.

Da allora nel cantiere si lavora per il palazzo a quattro piani. E dei cinque non se ne parla più (e quindi non ci sarà nessun risarcimento).

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