Addio a Pino, protagonista della vita culturale e del volontariato

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È mancato lo scorso 13 maggio, all’età di 78 anni, l’architetto Giuseppe Carità, per gli amici Pino, una delle figure più rilevanti sotto il profilo culturale della città di Cavallermaggiore.
Aveva abitato per tutta la vita nella casa di via XXIV Maggio, ma negli ultimi tempi, a causa delle sue condizioni di salute, risiedeva presso la casa di riposo San Giorgio.
Nato nel 1947 da una famiglia di origini cavallermaggioresi, dopo aver frequentato le scuole Elementari nella nostra città, nella classe del maestro Atti, sostenne l’esame di ammissione alle Scuole medie, che al tempo si teneva all’Istituto Guala di Bra. Frequentate le medie, si iscrisse al corso per geometri all’Istituto Sommeiller di Torino, dove si diplomò nel 1966. Nel settembre di quello stesso anno affrontò come privatista la maturità del Liceo artistico, dato che quel titolo dava accesso alla facoltà di architettura. Superato l’esame si iscrisse dunque al Politecnico di Torino e qualche anno dopo conseguì la laurea.
Iniziò così una brillante carriera come architetto e storico dell’arte; insegnante nel capoluogo regionale, si dedicò inoltre agli studi, interessandosi in particolare all’architettura religiosa medievale e rinascimentale ed ai castelli.
In ambito locale, nel 1967, collaborò al libro sulla storia di Cavallermaggiore di don Sebastiano Galletto e qualche anno dopo, con Enrico Genta, firmò il volume “Percorsi storici”, lavoro documentato e di sicuro valore scientifico, sempre dedicato alla nostra città. Autore di numerosi scritti, pubblicò inoltre nel 2004 per L’Artistica il libro dal titolo “Pollenzo. Una città romana per una ‘Real villeggiatura’ romantica”. A Pollenzo fu anche consulente per i lavori di recupero del borgo e dell’Agenzia.
Carità si occupò a lungo del restauro di edifici storici, prestando la sua opera per il castello degli Acaja in Fossano, il castello dei marchesi di Saluzzo in Carmagnola, la Sacra di San Michele, il “castello dei Templari” di Cavallermaggiore, il palazzo della Isotta Fraschini per gli uffici della direzione della Sai assicurazioni di Firenze; eseguì inoltre rilievi filologici per il castello di Torino – Palazzo Madama – e per la chiesa castellana della Manta.
Per quanto riguarda l’attività come libero professionista nella nostra città si ricordano recuperi e numerosi progetti di edilizia, come quello per le attuali Scuole Medie di via San Pietro.
Pino fu anche una colonna del volontariato; animatore negli anni ’70 del Centro Culturale, fondatore della Biblioteca alla fine dello stesso decennio, fu inoltre molto attivo nel Comitato Permanente per la Tutela del Patrimonio Culturale: sua l’idea del “Giardino dei semplici” realizzato a fianco della chiesa di San Pietro.
Sensibile ai temi sociali, fu uno dei primi a rifiutare il servizio militare, dichiarandosi obiettore di coscienza; appassionato di viaggi, si recò molte volte in particolare in India, dove avviò attività di supporto alla popolazione nell’ambito del progetto “Cantiere di Pollenzo”, sostenuto dal Lions club di cui fu presidente, a Savigliano, nel 2012.
Pino era pure molto interessato alla politica. Fu segretario cavallermaggiorese dei Democratici di Sinistra tra la fine degli anni ’90 ed i primi anni 2000 intervenendo spesso nel dibattito pubblico, sempre con un occhio di riguardo al rispetto dell’ambiente, del territorio, delle testimonianze storico-artistiche.
Con l’architetto Carità se ne va una figura a volte scomoda per la sua abitudine di dire sempre con chiarezza e decisione il suo pensiero, anche quando non era in linea con l’opinione comune, ma di sicuro valore ed autentico spessore culturale.
Il commiato si è svolto in forma privata e le sue ceneri riposano ora presso il cimitero di Cavallermaggiore nella tomba di famiglia. La redazione de “Il Saviglianese” porge alla famiglia sentite condoglianze.
Luca Martini



