45 docenti del Cravetta-Marconi hanno lanciato un appello al ministro Valditara

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Quarantacinque docenti dell’istituto superiore Cravetta-Marconi hanno sottoscritto un appello – pacato, ma fermo – indirizzato al Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, chiedendo di sospendere e riconsiderare l’attuale percorso di revisione degli Istituti tecnici.
L’iniziativa è partita dai professori Manuela Cosentino (docente di italiano e storia) e Marco Filippa (docente di discipline grafico-pubblicitarie). «Non è solo una questione di burocrazia, ma di visione» spiegano. Il documento scoperchia il vaso di Pandora di una riforma che, secondo i firmatari, è stata “calata dall’alto” e rischia di snaturare la funzione stessa della scuola pubblica.
«Al centro del documento che abbiamo promosso – affermano Filippa e Cosentino – c’è il desiderio di partecipare attivamente a un cambiamento che segnerà il destino delle prossime generazioni, evitando che la fretta burocratica offuschi la qualità della proposta formativa».
Il cuore del documento tocca la filosofia dell’istruzione tecnica: non si nega l’importanza del legame con il mondo produttivo, si chiede invece che questo non diventi l’unico faro guida della scuola. «La missione educativa non può essere subordinata alle sole esigenze temporanee del mercato» scrivono. La preoccupazione è che una riduzione del monte ore o una specializzazione precoce possano indebolire quel “sapere critico” – fatto di storia, lingua e scienze – che rende i giovani cittadini liberi e consapevoli. Una solida base culturale, sostengono i firmatari, è proprio ciò che permette a un professionista di evolvere e di portare “ossigeno” a un sistema produttivo oggi in profonda mutazione e crisi se è vero, com’è vero che è la ricerca che permette in ogni ambito, di apportare innovazioni e quindi accrescere le possibilità di sviluppo con riflessi anche economic
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