Se n'è andato Guido Maccagno, colonna dell'Avis locale

Uomo semplice e generoso, è stato attivo nel sodalizio per oltre mezzo secolo
15 Apr 2026   

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«Sono Maccagno, ma non sono il padrone!».

Così diceva sempre Guido Maccagno, giocando sull’omonimia col nostro direttore (prima Mario, poi Valerio), quando entrava in redazione per realizzare il bollettino dell’Avis. Per noi del “Saviglianese” – e per molti concittadini che hanno apprezzato il suo impegno nel volontariato – se n’è andato un amico, spentosi all’ospedale all’età di 82 anni, dopo un periodo in casa di riposo.

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Guido, persona semplice e dal cuore generoso, è stato uno dei protagonisti assoluti del volontariato saviglianese. Per tutta la vita ha legato il suo impegno alla diffusione della cultura della donazione di sangue: segretario dell’Avis cittadina per oltre 50 anni (1972-2022), a lungo aiutando il presidente Martino Macchiolo, è stato anche alla guida del sodalizio tra il 1999 e il 2002 e poi ancora collaboratore dal 2022 al 2024. Ha fatto parte per due decenni anche dell’Avis provinciale, come consigliere: dal 1978 al 1986 e poi di nuovo dal 1996 al 2004.
Forte di oltre 120 donazioni, che gli sono valse la “Stella d’oro”, la massima benemerenza del mondo avisino, aveva anche ricevuto “l’Oscar della generosità” dell’Avis provinciale. Per il suo impegno era stato pure nominato Cavaliere della Repubblica.

Nella vita professionale, concluse le scuole dell’obbligo, Maccagno aveva lavorato come falegname e come fabbro; poi era stato metalmeccanico alla Ferroviaria.
Durante le esequie, celebrate martedì in Sant’Andrea alla presenza delle autorità cittadine, il suo ruolo pubblico è stato ricordato dall’attuale presidente Giancarlo Rivarossa, che ha evidenziato come Guido sia stato una persona attentissima alla vita sociale dell’Avis, curando tutto nei minimi particolari ed interessandosi al sodalizio fino all’ultimo. «Aveva un cuore d’oro e per me è stato un maestro» evidenzia.

Guido Maccagno lascia la moglie Palmira Losito, il cognato, i nipoti, i cugini e i parenti tutti. E lascia un vuoto nella nostra città, che perde una delle figure di riferimento di quel mondo, talvolta silenzioso ma sempre in prima linea, che è fatto da chi si impegna quotidianamente a favore degli altri semplicemente perché pensa che sia giusto comportarsi così.

Guido Martini