In tanti dalla Granda a sostenere il ritorno di Sinner come n°1 al mondo

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C’è una faccia in più da aggiungere sul grande striscione che nella curva di avenue Princesse Grace accoglie i tifosi all’ingresso del Monte-Carlo Country Club: quella di Jannik Sinner. Domenica scorsa ha conquistato il torneo Masters 1000 battendo Carlos Alcaraz, detentore del titolo, per 7-6 (5), 6-3, detronizzandolo anche dal numero uno della classifica Atp.
Dunque, dopo 7 anni l’inno italiano è tornato a risuonare sui campi in terra rossa del Principato: era il giorno di Pasqua 2019 quando Fabio Fognini, vittorioso 51 anni dopo Nicola Pietrangeli, dava il “la” – probabilmente senza esserne consapevole – alla grande ondata del tennis tricolore che stiamo vivendo in questi anni.
Dopo aver vinto il “Sunshine double”, ovvero i tornei 1000 di Indian Wells e Miami, il rosso di Sesto Pusteria con casa tra i grattacieli monegaschi si è portato a casa la coppa consegnatagli dal Principe Alberto II. In settimana ha perso solo un set, negli ottavi contro il ceco Machac, per un piccolo problema di salute. Per il resto, è stata una grande cavalcata che lo ha portato al titolo. Nel suo percorso verso la prima finale, Jannik ha sconfitto nell’ordine il francese Humbert, poi Machac, il canadese Auger-Aliassime ed infine il tedesco Zverev (n. 3 Atp).
Grande soddisfazione anche per il tennis all’ombra della Rocca. Gli organizzatori del torneo si sono trovati in semifinale i primi tre del mondo e un monegasco. Già, perché dopo la storica vittoria in doppio di Romain Arneodo, arrivata l’anno scorso in coppia col francese Manuel Guinard, quest’anno è stato Valentin Vacherot a far garrire con orgoglio la bandiera “russa e gianca”. È arrivato sino in semifinale, piegando nei sedicesimi anche il nostro Lorenzo Musetti, già finalista nel 2025. Per Vacherot – che solo sei mesi fa era 204 in classifica Atp, mentre ora occupa il 17° posto – continua la favola iniziata lo scorso ottobre con la storica vittoria del Masters 1000 di Shanghai, dove sconfisse in finale il cugino francese Arthur Rinderknech, con il quale nel Principato ha giocato il doppio davanti ad una scatenata “torcida” biancorossa. “Les couzz”, i cugini, nonostante non siano doppisti, si sono arresi solo al supertiebreak con la rodata coppia Arevalo-Pavic, arrivata poi in finale ma sconfitta da altri due specialisti, i tedeschi Krawietz e Puetz.
Massiccia, ancora una volta, la partecipazione dei tifosi della Granda, favoriti finalmente dalla riapertura del tunnel di Tenda, che ha accorciato il tragitto verso la Costa Azzurra.
Dunque, è Jannik Sinner il Principe sportivo di Monte-Carlo, un torneo che l’anno scorso non voleva nemmeno giocare (e che non giocò per squalifica). «Ci vediamo l’anno prossimo» ha già detto domenica, rassicurando le migliaia di appassionati italiani che hanno contribuito al sold-out dei biglietti in otto giornate su nove.
Guido Martini


