Beppe Lauria: «Per Futuro Nazionale lavoriamo per una lista alle comunali»

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Beppe Lauria, 65 anni, è un personaggio storico della destra cuneese. Attualmente è il referente provinciale di Futuro nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci.
Cosa l’ha convinta ad entrare in Fn?
È la prosecuzione naturale del mio passato e della mia esperienza recente di fondatore, con l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, del partito “Indipendenza”, un soggetto politico contro la guerra che si sposa ai valori sociali della Chiesa. In assemblea costituente a Roma ho dichiarato che mi sentivo a casa, così come altri amici e camerati che arrivano da destra. Ma Fn è un partito trasversale: raccoglie anche ex leghisti o persino persone da sinistra. Tutti riconoscono in Vannacci una figura attrattiva, che si è fatta strada con coraggio, innanzitutto scardinando il “politicamente corretto” voluto dalle lobby globaliste. “Genitore 1 e genitore 2”, ventisette bagni per ogni gusto sessuale… una situazione divenuta insostenibile.
Come vi state organizzando a livello provinciale?
Si è iniziato con i comitati spontanei costituenti, una quarantina ad oggi, ognuno con un referente autodeterminato. Poi si è passati alla fase costituente del partito ed i referenti sul territorio sono stati individuati dal segretario Vannacci e dal responsabile nazionale Massimiliano Simoni. Non ci sono state elezioni.
Proprio per questo, nella Granda alcuni militanti sono già usciti dal partito, lamentando scelte imposte dall’alto. Cosa risponde?
Si tratta di una decina di referenti, non di tutti gli iscritti ai comitati. Anzi, ora mi risulta che siano scesi ad otto o addirittura a sei. Mi stupisco che – legittimamente – i fuoriusciti abbiano aderito a Italia Domani, un partito che si è costituito poco fa ed ha già individuato in modo verticistico i responsabili nazionali, regionali e provinciali: la democrazia non c’è stata neanche nella fase costitutiva! Comunque, non ho notizia di grandi riunioni assembleari a manifestare l’intenzione di un esodo di natura biblica dal nostro partito…
Oggi com’è organizzato Futuro nazionale sul nostro territorio?
Il segretario provinciale sono io, mentre a Cuneo il segretario cittadino è Simone Sava. È stato lui il primo a lavorare sul territorio. Stiamo cercando una sede, se possibile in corso Giolitti, un presidio. Al momento i comitati sul territorio rimangono in essere per l’attività di partito – gazebo, iscrizioni… – e prossimamente diventeranno i circoli, ognuno con un referente.
A Savigliano ci saranno le elezioni comunali. Farete una lista?
A Savigliano ci sono dei comitati – alcuni iscritti li conosco, altri li devo ancora conoscere (al partito si può anche aderire online) – e Fn lavorerà sicuramente per fare una lista, così come in tutta la provincia. Se correremo da soli o in compagnia lo decideranno i vertici: se a livello nazionale ci sarà l’accordo col centrodestra, lo faremo anche a livello locale. Altrimenti no. Su alcune cose ci distinguiamo dal centrodestra.
Ad esempio?
Per l’indisponibilità a continuare a sostenere l’Ucraina. Visto che siamo nella terra del ministro Crosetto, gli diciamo che non siamo disponibili a mettere il nostro Paese in difficoltà per sostenere una guerra persa. Se continuiamo così, la benzina andrà a 3 euro e non accenderemo più i termosifoni per il costo del gas. Noi, su questo ed altri temi, siamo una voce credibile, fuori dal coro. Mi dicono che sono filo-russo, io invece sono orgogliosamente filo-italiano.
Qualche tema locale su cui puntate?
La trasparenza delle istituzioni: ci sono troppi organismi di gestione del potere che non hanno una minoranza. Il problema degli incidenti stradali, tuttora irrisolto. La questione del tunnel di Tenda aperto a singhiozzo, il sostegno all’aeroporto di Levaldigi (invece la Regione ha messo un treno che porta a Caselle!), tratti di ferrovia da raddoppiare. C’è tanta carne al fuoco. I fondi Pnrr, che dovremo restituire in gran parte, sono stati un’occasione persa: si sono fatti piccoli interventi che non hanno cambiato nulla e che hanno lasciato solo debito.
Presto ci saranno le elezioni provinciali.
Vogliamo presentare una nostra lista; servono 150 firme tra gli amministratori comunali, ma purtroppo sbattiamo contro un muro di paura. C’è chi pensa che se firma per la presentazione della nostra lista, domani non avrà più la strada che gli avevano promesso nel proprio Comune… Faccio loro un appello: sottoscrivere la candidatura di una lista non vuol dire schierarsi con quella, è garantire la democrazia. Provassimo tutti quanti a volare un po’ più alto, forse ci sarebbe beneficio per tutti quanti.
Guido Martini



