Spaccio ai minorenni, coltivazioni nascoste e un laboratorio in casa: 12 indagati nel monregalese

Due anni di indagini dei Carabinieri di Fossano smontano una rete attiva tra Vicoforte, San Michele Mondovì e dintorni
15 Ott 2026   

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Tutto è cominciato da un foglio anonimo recapitato a una stazione dei Carabinieri. Una segnalazione - spaccio nel monregalese, una coltivazione di marijuana nell'area rurale tra Vicoforte e San Michele Mondovì - che poteva finire nel cassetto e invece ha aperto un'indagine durata due anni. Ora quella rete è smantellata: i Carabinieri della Compagnia di Fossano hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 12 soggetti, aprendo la strada all'eventuale rinvio a giudizio.

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Da una segnalazione anonima a un'indagine provinciale

Settembre 2024. L'esposto arriva, viene preso sul serio, e il Nucleo Operativo e Radiomobile fossanese inizia a lavorare. Le preoccupazioni espresse nell'anonimo trovano subito riscontro nelle voci che circolano tra le famiglie: la droga stava penetrando nei luoghi di ritrovo giovanili, nei locali pubblici, negli impianti sportivi del monregalese. Non era uno spaccio marginale — era un fenomeno percepito e temuto dalla comunità, rimasto però nell'ombra abbastanza a lungo da strutturarsi in qualcosa di organizzato.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cuneo, hanno progressivamente allargato il perimetro: la rete aveva propaggini fino alle province di Torino e Savona, con un sistema di distribuzione capillare ben oltre il territorio di origine.

Tra gli elementi emersi dall'inchiesta, ce n'è uno che pesa più degli altri. La rete non si limitava a servire adulti: parte della clientela era composta da soggetti minorenni, che venivano riforniti quotidianamente. Un dato che trasforma lo spaccio da fatto di cronaca nera in problema di salute pubblica, e che inevitabilmente aggrava la posizione degli indagati.

Marijuana, hashish, cocaina, ketamina e un laboratorio in casa

Nel corso delle diverse fasi dell'operazione, i militari — supportati anche da unità cinofile — hanno sequestrato ingenti quantitativi di più sostanze: marijuana, hashish, cocaina e ketamina, quest'ultima un anestetico dissociativo la cui comparsa nei sequestri di droga da strada riflette una diversificazione dell'offerta verso sostanze sempre meno convenzionali.

La scoperta più significativa è stata però quella di un laboratorio clandestino allestito all'interno di un'abitazione privata: un vero e proprio impianto per la produzione, la lavorazione e il confezionamento dello stupefacente, a conferma che la rete non si limitava a distribuire quanto acquistato altrove, ma gestiva autonomamente parte della filiera.

Dodici avvisi di conclusione indagini

La notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari è il passo che precede la richiesta di rinvio a giudizio: i 12 indagati hanno ora la facoltà di produrre memorie o richiedere di essere interrogati prima che la Procura decida sul da farsi. L'Autorità Giudiziaria valuterà le rispettive responsabilità nel corso del procedimento.