Iscrizioni gratuite e investimenti sul settore giovanile: ecco il modello SaviWomen

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In un panorama in cui il calcio femminile italiano fatica ancora a scrollarsi di dosso certi pregiudizi - e il Cuneese non fa eccezione - la società di calcio femminile saviglianese SaviWomen ha scelto la strada più lunga. Ma forse è quella più giusta.
«La mentalità italiana è ancora un po’ retriva - dice senza mezzi termini il presidente Corrado Turco - Il calcio femminile ha ancora diversi tabù. Ma noi andiamo avanti lo stesso». Andare avanti, per la SaviWomen, significa quest’anno una scelta precisa: abbandonare l'esperienza della prima squadra e tornare a investire con decisione sul settore giovanile, con l'obiettivo di costruire qualcosa di solido, generazione dopo generazione.
La stagione 2025-26 con la prima squadra non era andata male. «Abbiamo sfiorato il quarto posto - ricorda il direttore sportivo Chiara Pinghera - Il progetto era interessante» Ma poi gli infortuni si sono accumulati, gli impegni lavorativi delle ragazze hanno pesato, e il rendimento ne ha risentito. Non un fallimento, ma un campanello d’allarme abbastanza chiaro da spingere la società a riflettere.
Riflessione che ha portato a una conclusione condivisa: in questo momento nel calcio femminile c'è un buco generazionale. «Notiamo che anche altre società non hanno il settore giovanile e il ricambio - spiega Turco - È estremamente difficile creare prime squadre. Per questo abbiamo deciso di tornare a puntare totalmente sulle giovani». Un segnale che arriva anche dai numeri del movimento: le squadre Under 15 in circolazione sono passate da 35 a 28 nell’arco di un anno solare, un calo del 20% che Pinghera non minimizza: «Tocca farci delle domande. Quest’anno abbiamo dei numeri, ma non si sa se li riavremo anche in futuro».
Per il 2026-27 la SaviWomen ha costruito un “progetto piramidale”. In cima c’è l’Under 17 (guidata dal responsabile tecnico Fabio Cani), con alcune inserzioni di giocatrici provenienti dalla vecchia prima squadra per alzare il livello e trasmettere esperienza. Sotto ci sono l’Under 15 e l’Under 12, le fondamenta su cui costruire il futuro. Il risultato, per ora, è incoraggiante: quasi sessanta tesserate, con ragazze che arrivano anche da fuori Savigliano.
I campionati iniziano sabato 3 ottobre per l’Under 15 e domenica 4 ottobre per l’Under 17.
Il modello SaviWomen passa anche dalle iscrizioni, che sono completamente gratuite per tutte le categorie: le Under 12 e Under 15 devono sostenere solo la spesa del materiale, mentre le Under 17 lo ricevono in comodato d’uso. Infine, le trasferte sono tutte a carico della società. «Non facciamo pagare l’iscrizione - ribadisce il presidente - Siamo una scuola di calcio, ma anche una scuola di etica. La società di oggi fa paura, e il nostro obiettivo è fare crescere le ragazze calcisticamente e come persone». Non è solo retorica. In un contesto in cui molte famiglie valutano il costo dell’attività sportiva come un fattore decisivo, abbattere la barriera economica è una scelta politica precisa e coerente con la missione dichiarata del club.
Nonostante le difficoltà, Pinghera mostra tutta la sua tenacia e non rinuncia alle ambizioni sportive: «Da DS dico che voglio arrivare fra le prime tre del girone». Ma subito dopo arriva la precisazione: «Soprattutto voglio avere i numeri e riuscire a fare crescere questa società». Turco chiude con la stessa logica: «Vincere piace a tutti. Ma il nostro volere è fare crescere questo movimento passo dopo passo. In futuro sarebbe bello avere ulteriori categorie».
Prima le radici, poi i frutti. È questo il “diktat” della SaviWomen, che ora si gioca la scommessa più importante non sul campo di borgo Marene, ma contro l’avversario più temibile: il tempo.
Alessio Bessone



