Il governo sospende il bollo per 30 milioni di auto e taglia di nuovo le accise

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Due provvedimenti per una direzione sola: meno tasse per chi guida. Il consiglio dei ministri ha approvato il 16 settembre un pacchetto di misure a favore degli automobilisti che, almeno per il 2027, alleggerirà il conto annuale di chi possiede un veicolo: da un lato la sospensione del bollo auto per circa 30 milioni di autovetture, dall'altro la proroga del taglio delle accise sui carburanti, che tiene benzina e gasolio al di sotto dei prezzi altrimenti determinati dalla tassazione ordinaria.
Chi non paga il bollo nel 2027
Ad essere esentato dal pagamento del bollo auto sarà, secondo le stime del governo, il 70% del parco circolante in Italia, che tradotto in numeri significa circa 30 milioni di autovetture.
Il criterio è uno solo: la potenza del motore. L'elenco delle auto fino a 80kW di potenza è lungo. Alcuni esempi li ha fatti direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: Clio, Polo, Yaris, Panda, 500 (nella versione Hybrid). E a queste si aggiungono ad esempio anche la Dacia Sandero o la Jeep Avenger 1.2.
Ad essere maggiormente interessate sono le auto del segmento A, ossia le cosiddette citycar, vetture di dimensioni compatte con una lunghezza generalmente inferiore ai 3,70-3,85 metri, progettate principalmente per la mobilità urbana. Il secondo segmento coinvolto è il B, ossia le utilitarie compatte, con una lunghezza compresa indicativamente tra i 3,7 e i 4,2 metri. Ci sono poi molti B-Suv e piccoli crossover, vetture con una carrozzeria rialzata ma anche in questo caso di dimensioni compatte, lunghe in genere tra i 4,20 e i 4,50 metri.
Escluse invece le auto sportive, del segmento D (vetture di medie o grandi dimensioni, con una lunghezza compresa indicativamente tra i 4,5 e i 5 metri), i C-Suv, la maggior parte delle berline.
Come si controlla se la propria auto è esente
Per capire se la propria autovettura rientra nei criteri fissati dal decreto occorre controllare sul certificato di circolazione il campo P.2, dove è riportata la potenza del motore in kW. Il bollo auto infatti si calcola su questo valore e non sulla potenza di sistema complessiva che, ad esempio, nel caso delle autovetture ibride è costituita dalla somma della potenza generata dal motore termico e da quello elettrico. Il legislatore considera, nel caso delle ibride, solo la potenza erogata dal motore termico.
Un dettaglio che favorisce molte ibride: un'auto con motore termico da 70 kW e motore elettrico da 30 kW ha una potenza di sistema di 100 kW, ma ai fini del bollo conta solo 70 kW, quindi rientra nell'esenzione.
Attenzione: vale solo per un veicolo
Il provvedimento specifica che nel caso di proprietari di più auto, l'esenzione spetta solo a quella con minore potenza e, in caso di pari potenza, a quella che paga solitamente il bollo più basso. Per le moto e ciclomotori l'esenzione è invece totale, senza specifiche di potenza, ma anche in questo caso se si posseggono più due ruote, l'agevolazione spetta ad una sola, quella con minore potenza. Non è inoltre cumulabile con quella usufruita per un'autovettura intestata allo stesso stesso proprietario.
Il taglio alle accise: ancora benzina più economica
L'altra misura approvata in consiglio dei ministri è la proroga del taglio delle accise sui carburanti, una misura introdotta inizialmente in risposta al caro-energia degli ultimi anni e che il governo ha scelto di confermare. Il taglio riduce il prezzo di benzina e gasolio rispetto a quanto costerebbe con la tassazione piena, alleggerendo il rifornimento per tutti - pendolari, autotrasportatori, famiglie - indipendentemente dal tipo di auto posseduta.
Il governo ha deciso di rinnovare lo sconto, temendo che il mancato rinnovo sarebbe stato una decisione impopolare: in questi giorni infatti il prezzo del gasolio ha raggiunto il livello più alto da quando si registrano le serie storiche, dal 2005, e ha superato anche i massimi toccati nelle prime settimane di guerra in Ucraina.
I due provvedimenti insieme disegnano un autunno di qualche sollievo per le tasche di chi guida. Con una precisazione che vale sempre: si tratta di sospensioni e proroghe, non di riforme strutturali. Il bollo tornerà, le accise torneranno. Per ora, però, la direzione è quella giusta.



