Patrizia Gorgo sta riflettendo sulla sua candidatura alle elezioni 2027

La capogruppo della minoranza a tutto tondo sui temi più discussi in città
08 Mar 2026   

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Capogruppo della minoranza, sconfitta per 38 voti alle passate elezioni amministrative del 2022, abbiamo incontrato Patrizia Gorgo, avvocata, per parlare con lei di alcuni dei temi più discussi della nostra città, ad un anno dalle elezioni del 2027.

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A tal proposito, la vedremo tra i candidati anche il prossimo anno?

«Credo sia presto per parlarne. Sento di avere un preciso dovere nei confronti degli elettori, che nel 2022 mi hanno chiesto di svolgere al meglio il ruolo dell’opposizione. Non vivo il logorio della candidatura a tutti i costi, ma non nascondo che in questo periodo diverse persone mi hanno chiesto quali possano essere le mie intenzioni e questo certamente mi onora. Ci tengo però a condividere un pensiero, in quanto credo che le candidature, soprattutto a livello locale, siano sempre espressione di un impegno civico e sociale, per cui, in tal senso, non credo che a questo livello la politica possa essere un mestiere, perché se così fosse si verrebbe a perdere il bisogno primario, ovvero l’interesse della comunità rispetto al protagonismo del singolo».

Come vede questi quasi dieci anni di amministrazione comunale?

«Secondo me, uno dei problemi di questa amministrazione è che manca di programmazione ed opera per spot. Se devo guardare agli aspetti negativi, non ho mai nascosto che, a parer mio, due soli assessori e il conferimento di deleghe generali a tutti i consiglieri, sia stata una scelta sbagliata, mantenuta anche dopo il richiamo del prefetto sulla legittimità di tale scelta. Poi reputo negativa la decisione di riacquistare parte di Villa Cayre, senza alcun progetto e con risvolti sulla casse comunali, ma in generale credo che ci sia una diffusa trascuratezza del patrimonio comunale, che ha avuto come conseguenza eclatante il crollo di parte del fabbricato dei Capuccini, con ingenti spese a carico dei cittadini per il ripristino. Poi c’è la chiusura di Villa Biancotti Levis, altro grave danno alla nostra città, considerando i ripetuti tentativi di darla in gestione, tutti andati a vuoto, sempre con spese degli appalti sulle spalle dei racconigesi. Così come la pista ciclabile, costata quasi mezzo milione di euro e rimasta incompiuta. In ultimo direi anche il discorso dei parcheggi a pagamento che, oltre a gravare sulle tasche dei cittadini, è innegabile che abbia avuto dei risvolti negativi sul commercio di vicinato. C’erano delle valide alternative, che avevamo portato, ma non sono mai state prese in considerazione».

Che cosa pensa del commercio racconigese?

«Vive una situazione non semplice. Non si può ignorare che ci sia una generalizzata crisi che interessa anche i comuni limitrofi, ma è pur vero che facendo un giro nel nostro centro storico si ha la sensazione che il problema sia attecchito più che in altre città. Al di là degli spot e dei proclami, non c’è mai stata una politica strutturata e programmata nel tempo. Dai tempi del Covid, prevedendo quello che sarebbe successo, avevamo chiesto la creazione di un tavolo di lavoro e abbiamo anche presentato delle proposte, ma non siamo mai stati convocati dall’assessore Allasia».

Che cosa, invece, ha funzionato, secondo lei?

«Grazie ad una documentata interrogazione, l’amministrazione Oderda è intervenuta sul grave stato di degrado dei bagni delle scuole elementari ed è iniziata la ristrutturazione. Vedo poi positivamente le iniziative in campo ambientale, come la piantumazione degli alberi, anche se bisogna pensare a manutenerli e a prevedere i costi di gestione del verde. In ultimo, ottimo anche per i consigli comunali in diretta streaming, ottenuti grazie ad una nostra mozione».

Davide Bergesio

L'INTERVISTA COMPLETA ALL'INTERNO DEL GIORNALE.