Primi interventi anti-piccioni: 200 esemplari rilevati attorno a una chiesa

Dopo il percorso di censimento e contenimento, il Comune potrà procedere all'abbattimento selettivo
04 Giu 2026   

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Il tema della gestione, del monitoraggio e dell’abbattimento dei piccioni a Cavallermaggiore è arrivato in Consiglio comunale. Durante la seduta, la capogruppo di minoranza Chiara Voghera ha preso la parola per avere maggiori informazioni sullo stato del processo avviato.

La maggioranza, nelle persone del sindaco Davide Sannazzaro e dell’assessore Giorgio Amoroso, ha confermato che il lavoro di censimento è stato affidato ad una ditta specializzata e che si è già proceduto con un intervento su un’abitazione privata. Quest’ultima si è trovata con una quantità di piccioni difficilmente gestibile e, essendo abitata, ha richiesto un intervento immediato (sempre in accordo con la Provincia, ente che si occupa del problema).
Durante queste operazioni, è stato rilevato che nella zona intorno alla chiesa di Santa Teresa vivano più di 200 capi (una concentrazione assai alta, secondo quanto riferito in Consiglio).

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Il costo iniziale per il percorso di censimento e contenimento della presenza di questo volatile è di 2.500 euro. L’amministrazione ha affidato ad uno studio tecnico agrario e naturalistico la mappatura della presenza dei colombi nel centro urbano. Oltre a questo, l’ufficio dovrà procedere alla predisposizione del progetto, ad attività di sensibilizzazione della popolazione, a sopralluoghi, alla stesura di relazioni, al mantenimento di contatti con la Provincia, alla stesura di report ed alla gestione di eventuali esposti. Una volta fatto ciò, il Comune potrà procedere all'abbattimento selettivo seguendo quanto disposto dalla legge (tramite trappole). Il lavoro avrà un costo totale di 12-13 mila euro.

Negli ultimi anni molti sono stati gli edifici del centro storico che, in modo più strutturale o meno, si sono attrezzati per resistere al deterioramento prodotto dalla presenza massiccia di questo animale (i più rilevanti sono il teatro San Giorgio e la chiesa di Santa Teresa). I danni sono duplici: da un lato il degrado fisico di edifici e monumenti, corrosi dall’acidità delle deiezioni; dall’altro i rischi igienico-sanitari legati alla diffusione di agenti patogeni (come gli acari), che rendono alcune aree urbane insalubri soprattutto per anziani e persone immunodepresse.

Federico Mattio