Aumenti in vista per la Tari, non soltanto a Savigliano

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Aumenti in vista per la Tari, la Tassa rifiuti. Nella seduta del Consiglio comunale di Cavallermaggiore tenutasi nella serata di martedì 26 maggio, l’assemblea cittadina era chiamata ad approvare le novità.
Il Comune manterrà gli stessi parametri e gli stessi addendi precedenti, ma a provocare l’aumento saranno alcuni rincari dovuti al nuovo contratto d’appalto stipulato dal Consorzio servizi ecologia ambiente (unione di circa 50 Comuni del territorio per il trattamento e lo smaltimento rifiuti) con la ditta Aprica, nuovo gestore del servizio. Questi aumenti – che si sono registrati un po’ ovunque nei vari Comuni del territorio – a Cavallermaggiore variano tra il 3 e il 4%.
Da parte sua, l’amministrazione comunale ha però applicato una nuova tariffa specifica agli affittacamere e ai bed and breakfast che finora erano stati equiparati ad alloggi ad uso privato.
La Tari è il tributo comunale con cui ogni famiglia e ogni impresa contribuisce a finanziare l'intero sistema di gestione dei rifiuti urbani. Finanzia l’intera filiera, dal momento in cui il sacchetto viene lasciato sul marciapiede fino allo smaltimento definitivo e non riguarda, quindi, solamente la raccolta e il trasporto fuori dal territorio comunale.
Il principio di fondo è semplice: chi produce rifiuti paga. L’importo è calcolato sulla superficie dell’immobile occupato e sul numero di componenti del nucleo familiare, ma la logica sottostante è quella della copertura integrale dei costi del servizio. Il Comune, cioè, non può guadagnarci né rimetterci: il gettito della Tari deve coprire esattamente quanto spende per gestire i rifiuti dei propri cittadini.
Federico Mattio



