I piccioni aumentano sempre più: parte il percorso per l'abbattimento selettivo

La presenza di questi volatili comporta degrado fisico e rischi igienico-sanitari
22 Mag 2026   

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Si chiamano “fauna urbana indesiderata” nei documenti ufficiali. Sono i piccioni.
Per chi li ama sono compagni di piazza, ma per molti sono vettori di malattie. Nelle città italiane, compresa Cavallermaggiore, stanno crescendo sempre più in numero; sono invadenti e contribuiscono al degrado di sottotetti, edifici e vie intere. Per questo l’amministrazione cittadina ha deciso di intraprendere un percorso per l’abbattimento selettivo di questo volatile. Per un costo iniziale di 2.500 euro, il Comune ha affidato ad uno studio tecnico agrario e naturalistico lo studio e la mappatura della presenza dei colombi nel centro urbano. L’ufficio dovrà procedere alla predisposizione del progetto, ad attività di sensibilizzazione della popolazione, ad organizzare vari sopralluoghi, a scrivere le necessarie relazioni e ad interfacciarsi con la provincia di Cuneo; si occuperà anche della stesura di report e della gestione di eventuali esposti.

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Una volta fatto tutto questo, il Comune potrà procedere all’abbattimento selettivo tramite trappole, seguendo quanto disposto dalla legge. Il lavoro avrà un costo totale di 12/13 mila euro.
«A Cavallermaggiore, come in altre città – afferma il sindaco Davide Sannazzaro – il tema dei colombi è importante. Adesso, grazie a recenti lavori, alcuni edifici del centro storico come il teatro San Giorgio e la chiesa di Santa Teresa sono stati attrezzati per migliorare le loro condizioni sotto tale punto di vista. Quello dei piccioni, però, è un problema che persiste e abbiamo deciso di avviare questo percorso. I risultati si vedranno a lungo termine, nei tempi determinati dalla legge».

Negli ultimi anni molti sono stati gli edifici del centro storico che, in modo più o meno strutturale, si sono attrezzati per resistere al deterioramento prodotto dalla presenza massiccia di questo animale. I danni sono duplici: da un lato il degrado fisico di edifici e monumenti, corrosi dall’acidità delle deiezioni; dall’altro i rischi igienico-sanitari legati alla diffusione di agenti patogeni (come gli acari), che rendono alcune aree urbane insalubri soprattutto per anziani e persone immunodepresse.

Federico Mattio