Si è spento a 46 anni il dottor Faletti, radiologo di Candiolo

Direttore del reparto di Radiologia dell'IRCCS di Candiolo e docente all'Università di Torino, era un punto di riferimento riconosciuto in tutta Europa. Aveva assunto l'incarico da pochi mesi.
29 Apr 2026   

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Riccardo Faletti, radiologo di fama internazionale, direttore del reparto di Radiologia dell'IRCCS di Candiolo (TO) e professore ordinario alla Scuola di Medicina dell'Università di Torino, è morto improvvisamente nella notte tra il 27 e il 28 aprile. Aveva 46 anni. Aveva assunto la direzione del reparto soltanto da pochi mesi.

La notizia è stata comunicata per prima dalla direttrice della Scuola di Medicina, la professoressa Paola Cassoni, e si è diffusa rapidamente nell'ambiente accademico e scientifico torinese, lasciando un vuoto fra colleghi e allievi.

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Una carriera costruita mattone per mattone

Riccardo Faletti si era laureato in Medicina nel 2004 a Torino, la sua città, dove aveva poi conseguito la specializzazione in Radiodiagnostica nel 2008. Un percorso lineare, solido, tutto costruito nello stesso ateneo che lo avrebbe poi accolto come docente.

Nel 2010 aveva iniziato la carriera professionale affiancandola sin da subito all'attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell'Università di Torino. Nel 2021 era diventato professore associato — un riconoscimento che arrivava dopo anni di pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali, di congressi, di ricerche che avevano contribuito a costruire la sua reputazione ben oltre i confini italiani.

Era membro attivo della Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), della European Society of Radiology (ESR), della European Society of Cardiac Radiology (ESCR) e della Sezione di Cardioradiologia della SIRM: un curriculum di appartenenze che racconta un professionista costantemente proiettato verso il confronto internazionale, mai chiuso nei confini di una singola istituzione.

«Esempio per tutti i giovani radiologi»

A dare la misura del vuoto lasciato è il ricordo dei colleghi più stretti. Paolo Fonio, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell'Università di Torino, ha affidato al quotidiano La Stampa parole che non lasciano spazio all'ufficialità di rito: chi ha lavorato fianco a fianco con lui in questi anni perde un professionista straordinario, entusiasta, sempre propositivo, capace di essere un esempio per tutti gli specializzandi e i giovani radiologi.

È il ritratto di un medico che non si era mai rassegnato alla routine, che portava in reparto e in aula quella spinta in avanti tipica di chi considera la propria professione ancora un cantiere aperto.

Il peso di un'assenza prematura

La morte improvvisa di un clinico e ricercatore di 46 anni, nel pieno della maturità professionale: Faletti era arrivato alla direzione di uno dei reparti di oncologia più importanti d'Italia — l'IRCCS di Candiolo è un polo di riferimento nazionale nella lotta ai tumori — con davanti a sé anni di lavoro, di ricerca, di formazione delle nuove generazioni.