Ecco "l'effetto Crans-Montana": stipulato il nuovo protocollo sulla sicurezza nei locali

A Cuneo sono stati indicati quali sono gli strumenti fondamentali per prevenire gli incidenti
26 Mar 2026   

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Promuovere sicurezza, legalità e cultura della prevenzione nei luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto la scorsa settimana in Prefettura, a Cuneo, tra istituzioni e associazioni di categoria: il patto è stato siglato dal prefetto Mariano Savastano, da Giorgio Chiesa per l’associazione Albergatori, da Danilo Rinaudo per Confcommercio e dalla cavallermaggiorese Federica Toselli per la Silb (associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo).

L’intesa arriva al termine di un percorso già avviato nei mesi scorsi, con incontri formativi rivolti ad amministratori locali, tecnici, forze di polizia e operatori del settore. Un lavoro condiviso che ha messo al centro un tema sempre più urgente: la sicurezza nei luoghi di aggregazione.

«I casi di sottovalutazione del rischio sono ancora troppi – ha sottolineato il prefetto Savastano durante l’incontro – e, quando non si fa ciò che si deve, non si può più parlare di fatalità». Da qui la volontà di puntare su formazione continua e consapevolezza, considerate strumenti fondamentali per prevenire incidenti e «consolidare un sistema di prevenzione integrato tra pubblico e privato» ha aggiunto Savastano.

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Cosa prevede il protocollo

Il protocollo prevede innanzitutto il rafforzamento della formazione degli operatori con sessioni di aggiornamento sulla normativa e sulle buone pratiche. Ma il cuore dell’accordo è rappresentato dall’informazione rivolta direttamente agli utenti dei locali. L’idea, ispirata al modello della sicurezza aerea, è semplice: fornire ai clienti indicazioni chiare e rapide sulle uscite di emergenza, sui dispositivi di sicurezza e sui comportamenti da adottare in caso di pericolo. Messaggi brevi, diffusi all’ingresso o durante la serata, senza interrompere l’esperienza di svago, ma aumentando la consapevolezza. Un passaggio chiave riguarda il ruolo degli operatori: «Il responsabile della sicurezza è l’ultimo ad andare via, non il primo» ha ribadito il Prefetto, ovvero il contrario di quanto accaduto a Crans-Montana durante la strage di Capodanno.

L’obiettivo è rafforzare una cultura della responsabilità collettiva, in cui ciascuno – gestori, lavoratori e clienti – contribuisca alla sicurezza. Previsti anche controlli e attività di vigilanza, accompagnati però da un approccio collaborativo: le verifiche devono essere percepite non come sanzioni, ma come strumenti per migliorare la qualità e l’affidabilità delle strutture.

Paolo Biancardi

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