100 anni per Anna Maria: in gioventù ha conosciuto Olivetti e Primo Levi

La racconigese ha ripercorso alcuni dei momenti focali del suo secolo di vita
14 Mar 2026   

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.

È arrivata al secolo di vita la racconigese Anna Maria Bernardi, nata il 7 dicembre del 1925, un meraviglioso traguardo della vita festeggiato a casa dove vive con la figlia Marcella e il genero Marco, insieme al suo grande amore, la nipote Erica. Anna Maria è una donna amorevole, positiva, allegra, dinamica, sempre sorridente e di buon umore, una moglie, una mamma, una nonna che ha dedicato la vita alla famiglia, al lavoro, al volontariato e alle piccole passioni del quotidiano, e che, in gioventù, ha incontrato due figure storiche: Adriano Olivetti, imprenditore, ingegnere e politico figlio di Camillo Olivetti, fondatore della azienda Olivetti, prima fabbrica italiana di macchine per scrivere, e lo scrittore, partigiano superstite dell’Olocausto, Primo Levi.

In occasione della Giornata internazionale della donna, l’abbiamo incontrata per ripercorrere insieme a lei i momenti più significativi di una vita intensa e ricca.

Forse ti può interessare
Giulio Ambroggio: «Portera stabilisca le priorità e agisca!»

Quali sono le sue origini e com’era la sua famiglia?

«Sono nata a Torino in una meravigliosa famiglia di origine valdese, unita e affettuosa. Avevo una sorella più vecchia di me di otto anni, Marcella, con cui andavo d’amore e d’accordo. Ho una sola figlia; avrei voluto più bambini, ma purtroppo non sono arrivati».

Come ha conosciuto suo marito?

«Ho conosciuto mio marito Angelo nel 1943, ai tempi della Seconda guerra mondiale, durante lo sfollamento a Verolengo. Era un ufficiale di marina in licenza e ci siamo sposati a maggio del 1945, dopo la Liberazione».

Che lavoro ha fatto nella vita?

«Finita la guerra, rientrata a Torino, ho lavorato come ragioniera nella ditta Orecchia che importava macchine da scrivere e macchine calcolatrici: qui ho conosciuto Adriano Olivetti, persona molto simpatica e alla buona, che ci parlava in piemontese. Dopo la nascita di mia figlia, ho sospeso il lavoro per dedicarmi alla casa e alla famiglia, ho poi ripreso servizio presso una ditta che importava aromi per conserve da Londra. Durante una visita a uno dei nostri clienti, a Leinì, ho conosciuto Primo Levi, uomo distinto e gentile. Ricordo che parlammo di fiori e della chiesa valdese, da me molto stimata, e che mi ha regalato una copia del libro “Se questo è un uomo”. Alcuni anni dopo ho deciso di smettere di lavorare e di prendermi cura dei miei quattro anziani: i miei genitori e i miei suoceri».

Viviana Cappelli

L'INTERVISTA COMPLETA ALL'INTERNO DEL GIORNALE.