Si inaugura la mostra “Facciamo pace” alla Chiesa di Santa Croce

L'esposizione della Pinacoteca Levis-Sismonda riunirà una trentina di artisti contemporanei
23 Gen 2026   

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.

Sabato 24 gennaio alle ore 16.30, negli spazi della Chiesa di S. Croce, in via Morosini, a Racconigi, si svolgerà l’inaugurazione della Mostra «Facciamo pace», importante rassegna collettiva visitabile sino al 25 marzo incentrata sul tema della pace, alla quale hanno aderito una trentina di artisti contemporanei selezionati.
A seguire si terrà una performance di musica rinascimentale e barocca ad opera del Coro “Vox Amica” di Bruino condotto dal Maestro Luca Ronzitti, già Direttore dell’Accademia del Santo Spirito.

Successivamente l’evento proseguirà nelle sale della Pinacoteca civica Levis Sismonda, in Piazza Vittorio Emanuele II, Racconigi (CN), per il taglio del nastro e la performance artistica collettiva d’apertura “Tante piccole gocce”, ideata e guidata dall’artista Marianna Pagliero.

Forse ti può interessare
Nuove sculture nel centro storico: da dove provengono e perché sono lì

La mostra, promossa dalla Città di Racconigi, è organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., vanta il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, del Comune di Racconigi, dell’ANPI Comitato Provinciale Cuneo e di Terre dei Savoia, in collaborazione con Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Cuneo D.L. Bianco, Scuola di Pace di Boves, Progetto Cantoregi, SOMS, Associazione Sul filo della Seta, Nuova Cooperativa Neuro, Mandacarù Onlus - Cooperativa Sociale per un commercio equo e solidale e Fondo di Solidarietà Racconigi. Hanno aderito all’iniziativa il Comune di Casalgrasso, la Commissione Giustizia e Pace – Custodia del Creato della Diocesi di Cuneo-Fossano, Il Comitato "Vivere la Costituzione" di Cuneo, il Coordinamento Pace e Disarmo – Cuneo.

È stata realizzata grazie ai contributi di Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A., Agrotecnico giardiniere Fabio Bonino, Annibale Viterie S.p.A., Enotabaccheria Fratelli Piovano, G.E.T., G.M.T, MEGA Magazzini edili, Officina FREGNI, Onoranze funebri Bonetto di Ghione Giuseppe, Onoranze funebri Racca Marco, M2C Ferramenta, PULISAV, Ottica A.R., PANEALBA, MC DENTAL TEAM.

Curata da Anna Cavallera, direttrice artistica della Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi, con l’assistenza artistica di Benedetta Lauro, l’esposizione presenta una cinquantina di opere grafiche, pittoriche, plastiche, incisorie, installative, fotografiche, di street art e di design scelte, frutto del talentuoso lavoro di ventinove personalità dell’arte contemporanea riunite per il progetto, ma differenti per provenienza, percorso stilistico ed espressivo.

In esposizione si possono ammirare i lavori delle artiste e degli artisti: Rodolfo Allasia, Stefano Allisiardi, Maura Banfo, Maria Battaglia, Silvia Beccaria, Enzo Bersezio, Nicola Bolla, Riccardo Cordero, Micaela Delfino, Germana Eucalipto, Ugo Giletta, Giancarlo Giordano, Stefano Giovanni Giuliano, Marley Gobineau, Mario Gosso, Lorenzo Lanfranco, Elena Monaco, Franco Negro, Andrea Nisbet, Domenico Olivero, Marianna Pagliero, Guido Palmero, Cristina Pedratscher, Marina Pepino, Luisa Piglione, Diego Prunotto, QUESTO STUDIO (Diego Prunotto e Giorgio Giachero), Cristina Saimandi, Anna Valla.

Dichiara il sindaco di Racconigi, Valerio Oderda «“Facciamo pace” è un’espressione che usano i bambini dopo un litigio, un modo semplice per ritrovarsi. Ed è proprio questo il messaggio più bello di questa iniziativa: usare l’arte e la creatività di straordinari interpreti contemporanei per affermare che la pace è una necessità, oggi più che mai. Non solo un momento dedicato alla pace, ma anche un’occasione di crescita culturale che la nostra città ha scelto di condividere con tutti coloro che vorranno essere nostri ospiti durante il periodo di apertura».

Nel corso della rassegna si prevede l’organizzazione di incontri e momenti di approfondimento sui temi toccati dall’esposizione, con la partecipazione delle realtà associative del territorio, delle scuole e di personalità dell’arte e della cultura.

Scrive la curatrice della mostra, Anna Cavallera: «Facciamo pace non è solo una mostra, ma un progetto corale al quale tengo molto, pertanto ringrazio le artiste e gli artisti che hanno risposto alla mia chiamata, mettendo a disposizione il loro talento e la loro creatività. La Pinacoteca si appresta ad ospitare una rassegna collettiva di grande respiro, generata da tante singole voci che hanno saputo riunirsi in una comunità dinamica, fatta di visioni utili a comprendere meglio la società contemporanea, nella speranza di migliorarla».

«In esposizione andrà in scena l’idea di una pace rivalutata, intesa come colore, forma, energia emotiva e gestuale - continua la curatrice -. Testimonianze capaci di sollevare interrogativi sugli immaginari intimi e collettivi che riguardano questo tema e di proporre una tregua alla retorica bellica. Discostandosi dal concetto di “conflitto”, Facciamo pace suggerisce indagini sul senso di responsabilità individuale e collettiva, sulla possibilità di partecipare ad obiettivi comuni improntati all’armonia, alla giustizia, all’integrazione e alla tolleranza».

«Non solo un progetto utopico, ma un’azione concreta e attuale, fatta di nuovi orizzonti costituiti da opere d’arte capaci di veicolare negli occhi e nell’animo dei visitatori un’alternativa alla violenza diffusa che permea il presente. Prospettive nuove che forse solo l’arte, nelle sue varie estensioni, con la sua forza simbolica ed espressiva e con il suo linguaggio profondo e universale, è in grado di costruire, creando nuove connessioni, nuovi dialoghi interculturali improntati alla comprensione e al rispetto reciproco, all’ascolto e alla gentilezza, alla libertà d’espressione e di interpretazione, alla solidarietà e fratellanza. Ad una nuova cultura della pace e dei diritti da tutelare e costruire attivamente - afferma ancora - Un’arte da coltivare, i cui frutti ci si augura possano essere raccolti dalle nuove generazioni. Talvolta, per salvarsi dalla superficialità e dall’omologazione di un pensiero comune che incita alla guerra e alla violenza, o non si adopera per trovare efficaci alternative, occorre immergersi in altre dimensioni non verbali, ma tanto concrete quanto silenti e fantastiche, come l'arte, che non si concede mai pienamente, ma è liberante ed immanente».

«Facciamo pace, senza se e senza ma, con noi stessi, con i nostri nemici, con la realtà, con i nostri sogni e le nostre paure. Non si tratta di arrendersi, ma di resistere e di accettare consapevolmente che è possibile essere più giusti e tolleranti, scegliere l'armonia, il bene e la sua luce. Non so come si possa fare, ma credo che un buon esempio ce lo possano dare le artiste e gli artisti in mostra. Le loro opere permetteranno al pubblico di emozionarsi e di varcare nuovi sentieri profondi, intimi, autentici. Di sorvolare sopra il mondo con uno sguardo alto, colmo di fantasia e di libertà» conclude Cavallera.