14.000 lanci in 26 anni, ecco come funziona la radiosonda di Levaldigi

Il piccolo pallone ad elio è utile per raccogliere dati meteorologici
10 Gen 2026   

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Sapete come i meteorologi possono “predire” il tempo che farà sul nostro territorio ed oltre?
È grazie anche alle radiosonde metereologiche, piccoli palloni riempiti di elio e di delicati sensori elettronici che salgono sino a 30 chilometri di altezza rilevando di continuo ogni 2 secondi parametri come temperatura, pressione, umidità e velocità del vento.

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Come riporta il Tg3 Piemonte, all’aeroporto Levaldigi in 26 anni, di lanci – alle ore sinottiche di mezzogiorno e mezzanotte, in tutto il mondo sono 1.800 al giorno – ne sono stati fatti oltre 14 mila. Il nostro scalo, infatti, è una delle otto basi non militari in Italia dove si raccolgono dati sulle caratteristiche metereologiche dell’atmosfera. Raggiunta l’alta quota il pallone scoppia e la sonda scende con un paracadute, continuando a trasmettere la sua posizione fino a terra.
I dati raccolti servono per i modelli che devono fare le previsioni meteo e anche per calcolare il fenomeno dell’inversione termica, che in inverno aiuta ad analizzare la situazione degli inquinanti. Le sonde che tornano al suolo non vengono recuperate.

Il servizio è gestito da Arpa Piemonte: «oltre alle previsioni metereologiche, servono anche per valutare i possibili effetti d’estate connessi ai rischi di temporali e di stabilità dell’atmosfera e nella stagione invernale in particolari le condizioni di inversione termica che sono i fattori predisponenti per l’accumulo di inquinanti» spiega Secondo Barbero, direttore Arpa Piemonte.

di Paolo Biancardi