Una stele dedicata ai donatori di organi [VIDEO]

Intitolata a Marta Russo e a Nicholas Green, la cui storia diede impulso alle donazioni
12 Set 2025   

Si può definire ormai un “giardino del dono” quello davanti all’ingresso storico dell’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano. Oggi, venerdì 12 settembre, giorno in cui la sezione saviglianese (da un anno diventata intercomunale, con Marene e Monasterolo) ha compiuto quarant’anni, è stata scoperta la stele dedicata ai donatori di organi dell’Aido, l’associazione che li riunisce e che promuove questo gesto salvavita. È proprio accanto al monumento Avis, sodalizio che riunisce invece i donatori di sangue.

All’inaugurazione c’era tutta la Savigliano (e oltre) che conta: sindaci (Portera, Deninotti, Alberione), autorità comunali, provinciali (Sannazzaro), regionali (Calderoni), associazioni di ogni tipo (civili, militari, sanitarie, in primis la “sorella” Avis), vertici dell’ospedale (il direttore Asl Guerra e la direttrice sanitaria Rebora), medici, infermieri, studenti delle scuole superiori. Ed anche una rappresentanza Aido da Cesano Boscone, in Lombardia (regione record per donatori).

Da sinistra, l'ex sindaco Giulio Ambroggio, studenti e volontari intervenuti alla cerimonia

Come ha ricordato l’ex sindaco Giulio Ambroggio, l’opera ha avuto un lungo iter: la domanda è stata presentata quattro anni fa, nel 2021. Il monumento è stato progettato dal Cemi-Agenform (il Centro europeo di modellismo industriale) e realizzato dall'Alstom. Come ha ricordato il presidente dell’Aido intercomunale Savigliano-Marene-Monasterolo, il dottor Pasquale Portolese (medico già coordinatore ospedaliero per il prelievo di trapianti e tessuti), la stele è stata dedicata a due giovani vittime di assassinio che chi ha qualche anno in più ricorderà senz’altro: Marta Russo, studentessa universitaria romana di 22 anni uccisa nel 1997, e Nicholas Green, bambino americano di 7 anni colpito a morte mentre era in vacanza in Italia. «Entrambe le famiglie acconsentirono allora al prelievo degli organi, dando forte impulso alla cultura della donazione, che vide un aumento esponenziale» ha ricordato Portolese. Per la cerimonia, i familiari hanno mandato un messaggio di ringraziamento che è stato letto dalla vicesindaco Federica Brizio.

I rappresentanti Aido alla cerimonia

L’Aido, acronimo di Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, è un’associazione di volontariato fondata a Bergamo nel 1973 allo scopo di promuovere la donazione volontaria, anonima, gratuita e post-mortem di organi, tessuti e cellule a scopo di trapianto terapeutico, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e supportare chi è in attesa di un trapianto. La richiesta se si vuole donare o meno viene fatta in municipio, al momento del rinnovo della carta d’identità. Nella Granda hanno detto «sì» in ventimila (su seicentomila abitanti circa). Oggi in Italia la maggioranza delle persone ha risposto «sì» (60%), ma la fetta dei «non so» e dei «no» è ancora molto ampia (il restante 40%); sono ancora 8.800 le persone in attesa di un trapianto. Per questo il vicepresidente di Aido provinciale, Gianfranco Vergnano, ha chiesto ai sindaci di continuare l’opera di sensibilizzazione.

Durante la cerimonia è stata ricordata l’opera dei fondatori Guido Maccagno (presidente onorario) e Domenico Ariaudo (scomparso nel 2016), che nel 1985 diedero impulso al gruppo intitolato a Giuseppe Cussa, primo donatore della città.

Sulla stele sta scritto: «In nome di Nicholas Green e Marta Russo, vittime innocenti di violenza, ricordiamo tutti coloro che generosamente hanno donato i loro organi affinché altre vite potessero continuare».

Guido Martini