Si cercano offerte per l'acquisto del Mercatone Uno

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La scorsa settimana sui principali quotidiani è comparso un avviso pubblicitario contenente un invito a presentare offerte vincolanti per l’acquisto degli immobili della società Mercatone Uno, attualmente in amministrazione straordinaria.
Tra gli immobili per i quali si può presentare invito per l’acquisto c’è anche quello di Genola: il termine ultimo per presentare l’offerta sarà il prossimo 5 maggio e il prezzo base è stato fissato a 2.837.600 euro.
Come i nostri lettori ricorderanno, lunedì 15 giugno 2015 il Mercatone Uno aveva chiuso definitivamente dopo 8 anni di ininterrotta attività a Genola. Nei mesi precedenti una ridda di voci aveva “segnato” il destino del punto vendita di via Marconi con i dipendenti che, nell’intento di salvare il proprio posto di lavoro, avevano deciso lo sciopero ad oltranza quando la proprietà aveva deciso la svendita della merce.
Ad aprile dello stesso anno il gruppo Mercatone era stato ammesso all’amministrazione straordinaria e il ministero aveva nominato tre commissari. In questo modo si era sospesa la procedura di ammissione al concordato preventivo ed i dipendenti a rischio avrebbero avuto almeno la certezza della cassa integrazione. Nei mesi di dicembre 2016 e dicembre 2017, poi, i commissari straordinari di Mercatone Uno avevano deliberato un’apertura straordinaria della struttura per salvaguardare il valore dei compendi aziendali, in vista della chiusura del bando per la presentazione di offerte vincolanti di acquisto: l’apertura era stata garantita dai dipendenti dell’azienda richiamati dalla cassa integrazione.
In Piemonte, Mercatone aveva 13 stabilimenti (di cui uno a Genola con 21 dipendenti) e occupava complessivamente 390 persone.
«Mi auspico che venga acquistato il più presto possibile – evidenzia il sindaco Flavio Gastaldi – e che venga ridata dignità a un luogo di Genola che da tanto tempo è una cattedrale nel deserto. Come amministrazione ci stiamo anche muovendo per cercare soluzioni alternative che prevedano una nuova attività all’interno dell’area ex Bennet».
di Paolo Biancardi
