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Monetti: decisa la cassa integrazione

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RACCONIGI. Alla Monetti di nuovi soci nemmeno a parlarne: al posto loro è arrivata la Cassa integrazione. «Lunedì della settimana scorsa siamo andati regolarmente a lavorare – ci spiegano gli operai – e così pure martedì. Quel pomeriggio però ci è stato comunicato che eravamo in Cassa fino al 2 luglio su entrambe le produzioni: i vassoi ed i termos».
«La Monetti ha messo in Cassa Integrazione quasi tutti gli operai e parte degli impiegati per carenza di lavoro» conferma Renato Fantini, sindacalista della Femca-Cisl.
Venerdì, nel cambio di turno, dalle 13,,30 alle 14,30, si è tenuta un’assemblea sindacale alla quale hanno partecipato anche i lavoratori in Cassa. È ancora Fantini a parlarcene: «È stato preso atto che non ci sono stati nuovi sviluppi perché nè l’azienda ha pagato altre mensilità, nè è stato presentato il nuovo socio. Allora abbiamo deciso di inviare una lettera alla presidente della Provincia ed alle Amministrazioni comunali dei due siti interessati per chiedere loro di convocare un tavolo di crisi cui partecipi anche la direzione della Monetti. Le lettere sono partite lunedì e speriamo che l’incontro possa avvenire al più presto affinché l’azienda parli anche con le istituzioni e chiarisca quale è la situazione reale».
Sono inoltre stati raccolti gli ultimi cedolini consegnati ai lavoratori, quelli del mese di marzo: il sindacato valuterà l’opportunità di presentare una nuova ingiunzione di pagamento “o qualche cosa di più significativo” aggiunge Fantini.
Ma il nuovo socio che avrebbe dovuto salvare la situazione? Fantini: «Era previsto un incontro informale per mercoledì scorso nel quale avrebbe dovuto esserci comunicato il nome. Già martedì però l’amministratore delegato Andrea Oitana ci ha fatto sapere che c’erano delle difficoltà e mercoledì mattina ha annullato l’incontro».
I lavoratori da mesi non ricevono stipendi (alcuni impiegati devona ancora ricevere la mensilità di febbraio, tutti devono essere pagati da marzo in poi) e sono ormai esasperati: «La sensazione è che ormai si sia agli sgoccioli – affermano – . Il nuovo socio, se pure c’era, come si sente dire, è scappato, volatilizzato. L’amministratore delegato Oitana continua a parlare di ricapitalizzazione, ma è una cosa che non sta in piedi. Il problema è sempre il solito: non si capisce che cosa ci sia sotto, non c’è chiarezza».
Ed ora cosa accadrà? «Ora i lavoratori sono a casa, in Cassa – risponde Fantini –: promesse di nuovi pagamenti non ce ne sono nemmeno più state. Sul da farsi la settimana prossima, qualora i dipendenti venissero richiamati al lavoro, non sono ancora state prese decisioni».

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