Fallimento per il Caseificio Reale di Racconigi

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Mentre continua il calvario dei lavoratori della Monetti, altri fronti di crisi si aprono in città. Venerdì 18 giugno, infatti, la direzione del Caseificio Reale ha presentato i libri contabili in tribunale di Saluzzo per avviare l'istanza di fallimento. Il giudice è ora chiamato a nominare il curatore fallimentare ed entro un mese si andrà a verificare se c’è qualcuno interessato all’acquisto dell'azienda.
«Sul piano sindacale abbiamo attivto la procedura per la Cassa Integrazione Straordinaria, che sarà retroattiva al giorno della consegna dei libri al tribunale – annuncia Beppe Farina, della Cgil –. Ora dovremo inoltre intervenire presso la Provincia e la Fondazioni bancarie affinché anticipino i soldi della Cassa ai lavoratori».
I lavoratori del Caseifici Reale (40 prima della crisi, ora scesi di qualche unità per dimissioni e perché qualcuno era assunto a tempo determinato) devono ancora recuperare le spettanze di marzo e poi la Cassa integrazione ordinaria fino a giugno. Se le scadenze verranno rispettate parte di quest’ultima dovrebbe essere pagata entro metà luglio.
Ed al polo siderurgico come vanno le cose? «Alla Ilva, alla Profilmec ed alla Lita la situazione è assolutamente stazionaria – ci informa Alfio Arcidiacono della Cgil – e questo non è un dato estremamente positivo perché significa che quella crescita che ci si aspettava non si è verificata, allontanando così la possibilità di ricollocazione di parte dei lavoratori della CLN».
Alla Ilva i sindacati hanno avuto un incontro nella mattinata di lunedì scorso: «L’industria ha chiesto un periodo di Cassa integrazione – spiega Arcidiacono – ma probabilmente non lo farà, e questo grazie al fatto che nell’ultimo anno sono andati in pensione 55 persone».
Alla Profilmec ed alla Lita si alternano invece brevi periodi di Cassa integrazione per permettere di svuotare i magazzini, che diversamente sono abbastanza pieni.
Quale la situazione alla CLN? «La produzione nello stabilimento di Racconigi avrebbe dovuto cessare a luglio, ma è stata ipotizzata la possibilità di proseguire fino al 31 dicembre a causa di ritardi nei finanziamenti per l’ampliamento dello stabilimento di Caselette. La cosa non è però ancora sicura perché i capannoni sono di proprietà della Profilmec, alla quale sono stati richiesti in affitto. La risposta dovrebbe arrivare entro il 5 luglio» risponde Arcidiacono.
Infine per quanto riguarda la CAMI è stata di nuovo chiesta la Cassa Integrazione fin dopo le ferie. «Abbiamo sollecitato un incontro con la direzione per appurare quali saranno i tempi per la ripresa del lavoro – dichiara Renato Fantini della Cisl –. L’incendio ha messo a rischio anche una parte della struttura del capannone per cui i macchinari dovranno essere spostati in un ambiente attiguo».
