Al via le vaccinazioni antinfluenza e anticovid: dove, come, quando e a chi sono rivolte

Tutto quello che c'è da sapere sulla campagna vaccinale da parte dell'Asl Cuneo Uno
22 Ott 2026   

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La campagna antinfluenzale e anticovid organizzata dall’Asl Cuneo Uno, in applicazione delle raccomandazioni ministeriali e regionali, inizia nella seconda metà di ottobre.

Per quanto riguarda la vaccinazione antinfluenzale, questa è effettuata dal proprio medico o pediatra di famiglia, anche presso il domicilio qualora gli assistiti non siano in grado di raggiungere l’ambulatorio. Sia i pediatri sia i medici di famiglia possono vaccinare anche gli assistiti di altri curanti qualora questi non aderiscano alla campagna vaccinale.
Presso le strutture residenziali per anziani la vaccinazione può essere effettuata dal medico di famiglia dell’ospite oppure dal medico individuato dalla Direzione sanitaria della struttura stessa, su fornitura dei vaccini da parte dell’Asl Cuneo Uno.
È possibile effettuare la vaccinazione anche presso le farmacie del territorio che abbiano aderito alla Campagna vaccinale (l’elenco sarà disponibile sul sito internet dell’Asl alla voce “campagna antinfluenzale”).

Inoltre è prevista da parte delle Asl l’organizzazione di giornate dedicate in cui sarà possibile ricevere, come lo scorso anno, il vaccino anticovid e il vaccino antiinfuenzale, se non ancora praticato dal medico curante.

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PER CHI È GRATUITA

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente per:

  • soggetti di età pari o superiore a 60 anni;
  • individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  • donne che all’inizio della stagione epidemica sono in gravidanza (qualunque trimestre) e nel postpartum;
  • medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali;
  • soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza quali cardiopatie, malattie respiratorie, neuromuscolari, epatopatie, diabete mellito, obesità, insufficienza renale, tumori, immunodeficienze, ecc.;
  • familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato);
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
  • soggetti di età compresa tra 6 mesi e 6 anni compiuti;
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori, come Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine;
  • personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, veterinari pubblici e libero-professionisti, macellatori, ecc.);
  • donatori di sangue.

Perché non va sottovalutata

L’Asl ricorda che l’influenza deve la sua importanza alla gravità delle complicazioni (polmoniti virali e batteriche), alla rapidità di diffusione e al grande numero di casi di malattia che si verificano durante le epidemie. Durante le grandi epidemie i casi di morte e di malattia grave si verificano principalmente tra gli anziani e tra quanti sono debilitati da malattie croniche. Inoltre, i virus influenzali sono caratterizzati da una marcata tendenza a mutare, presentando così varianti che rendono inefficace la risposta immunitaria sviluppata nelle stagioni precedenti. È questo il motivo per cui a ogni stagione la composizione del vaccino viene aggiornata, per fornire un’adeguata protezione contro i ceppi più recenti.