Da pub ad Hub: “'L Babao” torna a vivere

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Da storico pub a centro giovanile. «‘L Babao» tornerà a nuova vita come Hub giovani. Il Comune si è aggiudicato il bando “Wellgranda” di Fondazione Crc, ottenendo un contributo di 46.500 euro, a cui aggiungerà 8.000 euro per trasformare il locale ai piedi dell’acquedotto.
Nel novembre scorso, prima della scomparsa, la titolare Michelina Bedino aveva donato lo storico pub in legno al Comune. Per anni lo aveva portato avanti insieme al marito Elio, accogliendo generazioni di giovani saviglianesi.
Nei prossimi mesi, come previsto dal bando, partiranno piccoli lavori di allestimento e micro-interventi non strutturali all’interno e all’esterno, svolti «con e per i giovani». Poi si passerà al “contenuto”, facendo del chiosco un vero e proprio incubatore d’idee, in collaborazione con le principali realtà del territorio che si occupano di gioventù. Nasceranno laboratori espressivi, eventi musicali e iniziative capaci (anche) di riattivare l’area verde circostante nella bella stagione. Sorgeranno rassegne tematiche e laboratori di welfare culturale incentrati sul benessere psicofisico e sulla socialità sana. Il “Babao” si trasformerà dunque in un presidio educativo e di animazione socio-culturale. Si punta anche a stipulare un “Patto di collaborazione per i beni comuni”, ispirato al modello virtuoso di Parma Capitale della Cultura, per la gestione condivisa, autonoma e sostenibile del centro nel lungo periodo.
«Il vero pilastro di questa “riconversione” – spiega l’assessore alle politiche giovanili Filippo Mulassano – è l’attivazione della partecipazione come promotrice di benessere collettivo, più che l’intrattenimento fine a sé stesso. Ci piace l’idea che questa casetta che per decenni è stata luogo di socialità continui ad esserlo, ma in un’ottica educativa. Uno degli obiettivi, grazie al lavoro di rete e dei partner istituzionali, è proprio fare dell’hub un presidio di inclusione attiva e un’antenna per l’intercettazione precoce del disagio sommerso. Ci sembra un bel modo – conclude Mulassano – anche per ricordare i titolari che hanno donato il loro chiosco al Comune».



