Il primo anno di don Marco Fogliotti: «Bisogna restare al passo coi tempi»

Il parroco traccia il bilancio della sua esperienza cavallermaggiorese
11 Ott 2026   

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.

«Continuare ad aprirsi alle persone che non fanno (più) parte della nostra comunità di fede senza adagiarsi su quelle che ci sono già». Così si può riassumere la visione di don Marco Fogliotti ad un anno dal suo insediamento. Il 12 ottobre 2025 aveva infatti fatto solenne ingresso accompagnato dal vicario episcopale don Mario Aversano.

Proveniente dalle parrocchie di Santena, Cambiano e Villastellone come vicario, don Fogliotti, classe 1983, ha iniziato la sua prima esperienza di parroco proprio nella nostra comunità (e a Monasterolo). Rispetto alla prima impressione maturata negli incontri preparatori di settembre, il giudizio sulla nostra città è stato confermato. «Cavallermaggiore è una comunità viva – afferma il parroco –. Rispetto ad altri contesti, c’è una buona partecipazione consapevole alla vita liturgica. In particolare, la novena per la Beata Vergine delle Grazie manifesta un attaccamento della popolazione alla religione cattolica. La città è anche particolarmente attiva».

Cambiare vita e comunità è uno degli aspetti più significativi dell’essere a servizio della Chiesa, ma sicuramente non è facile. «Nonostante mi sia sentito ben accolto – sottolinea il sacerdote – è stato comunque impegnativo conoscere le tante persone che girano intorno alla parrocchia ed entrare nelle dinamiche dei vari gruppi. La vera difficoltà, essendo parroco per la prima volta, è stata la mole di burocrazia e amministrazione che il ruolo comporta».

La vita di un parroco in una realtà come questa è sicuramente frenetica: tante le persone, i gruppi, i progetti e le attività. Tra queste, la più significativa è stata il partecipare ai campi estivi di Castello. Lì ha potuto vivere delle settimane con i ragazzi della nostra comunità, stare insieme, annunciare il Vangelo e porre le basi per i prossimi anni. «Penso sia una risorsa importante nella nostra comunità – afferma don Marco –. Si deve continuare a investire sui giovani restando al passo con il mondo di oggi».

Forse ti può interessare
La riforma prosegue: la parrocchia di Vottignasco sarà soppressa

Dando uno sguardo al futuro, il sacerdote di Nichelino ritiene che si debba pensare e costruire degli spazi di riflessione e spiritualità per le varie fasce d’età (come il cammino per la vita adulta e gli appuntamenti in programma a Santa Teresa).
Molto c’è ancora da fare: nel prossimo futuro (magari unendo le forze con Monasterolo), sarà pensato un percorso per le giovani coppie e giovani famiglie e un momento (week-end o breve viaggio) di spiritualità per i giovani dell’oratorio e no.

Federico Mattio