La videocamera dotata di IA si trasferisce

Il sistema “SafeDrive” lascia l'incrocio della statale Cuneo-Savigliano e si spota presso la rotonda di Unieuro
24 Set 2026   

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La telecamera si sposta. Dopo alcuni mesi di sperimentazione a Genola, il sistema “SafeDrive”, dispositivo di ultima generazione dotato di intelligenza artificiale per il controllo delle principali irregolarità alla guida, lascia l’incrocio tra la strada statale Cuneo-Savigliano e l’ingresso in paese da via Pagliani e si trasferisce alla rotonda dell’Unieuro, un altro punto considerato particolarmente delicato per la viabilità genolese.

Un cambio di posizione che non significa la fine della sperimentazione, ma il suo proseguimento in un’altra zona del paese. L’obiettivo resta quello di verificare quanto la tecnologia possa aiutare la Polizia Locale nei controlli e, soprattutto, quanto la sua presenza sia in grado di modificare i comportamenti degli automobilisti.
L’esperienza maturata nei mesi scorsi, infatti, viene giudicata positivamente dall’amministrazione comunale soprattutto sul fronte della prevenzione. Il dispositivo era stato installato all’ingresso da Levaldigi, una delle direttrici sulle quali da tempo vengono segnalate velocità elevate e comportamenti di guida rischiosi.

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Uno degli aspetti da chiarire riguarda proprio il funzionamento di “SafeDrive”. Il sistema non emette automaticamente multe. Le situazioni individuate dalla telecamera devono essere verificate e convalidate dalla pattuglia della Polizia Locale presente sul posto.
La tecnologia consente di individuare diverse irregolarità: dall’uso improprio del cellulare alla guida al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, fino alle anomalie relative alla revisione dei veicoli e alla copertura assicurativa. «Abbiamo introdotto questo sistema in un contesto normativo rigido, dopo gli inasprimenti del dicembre 2024 che prevedono sanzioni fino a 1.000 euro per chi usa il telefono alla guida» aveva spiegato il comandante della Polizia Locale dell’Unione del Fossanese Franco Bruno.

Paolo Biancardi

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