Il governo sospende il bollo per 30 milioni di auto e taglia di nuovo le accise

Chi ci guadagna, chi no e come capire se la propria macchina rientra
17 Set 2026   

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Due provvedimenti per una direzione sola: meno tasse per chi guida. Il consiglio dei ministri ha approvato il 16 settembre un pacchetto di misure a favore degli automobilisti che, almeno per il 2027, alleggerirà il conto annuale di chi possiede un veicolo: da un lato la sospensione del bollo auto per circa 30 milioni di autovetture, dall'altro la proroga del taglio delle accise sui carburanti, che tiene benzina e gasolio al di sotto dei prezzi altrimenti determinati dalla tassazione ordinaria.

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Chi non paga il bollo nel 2027

Ad essere esentato dal pagamento del bollo auto sarà, secondo le stime del governo, il 70% del parco circolante in Italia, che tradotto in numeri significa circa 30 milioni di autovetture.
Il criterio è uno solo: la potenza del motore. L'elenco delle auto fino a 80kW di potenza è lungo. Alcuni esempi li ha fatti direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: Clio, Polo, Yaris, Panda, 500 (nella versione Hybrid). E a queste si aggiungono ad esempio anche la Dacia Sandero o la Jeep Avenger 1.2.

Ad essere maggiormente interessate sono le auto del segmento A, ossia le cosiddette citycar, vetture di dimensioni compatte con una lunghezza generalmente inferiore ai 3,70-3,85 metri, progettate principalmente per la mobilità urbana. Il secondo segmento coinvolto è il B, ossia le utilitarie compatte, con una lunghezza compresa indicativamente tra i 3,7 e i 4,2 metri. Ci sono poi molti B-Suv e piccoli crossover, vetture con una carrozzeria rialzata ma anche in questo caso di dimensioni compatte, lunghe in genere tra i 4,20 e i 4,50 metri.

Escluse invece le auto sportive, del segmento D (vetture di medie o grandi dimensioni, con una lunghezza compresa indicativamente tra i 4,5 e i 5 metri), i C-Suv, la maggior parte delle berline.

Come si controlla se la propria auto è esente

Per capire se la propria autovettura rientra nei criteri fissati dal decreto occorre controllare sul certificato di circolazione il campo P.2, dove è riportata la potenza del motore in kW. Il bollo auto infatti si calcola su questo valore e non sulla potenza di sistema complessiva che, ad esempio, nel caso delle autovetture ibride è costituita dalla somma della potenza generata dal motore termico e da quello elettrico. Il legislatore considera, nel caso delle ibride, solo la potenza erogata dal motore termico.

Un dettaglio che favorisce molte ibride: un'auto con motore termico da 70 kW e motore elettrico da 30 kW ha una potenza di sistema di 100 kW, ma ai fini del bollo conta solo 70 kW, quindi rientra nell'esenzione.

Attenzione: vale solo per un veicolo

Il provvedimento specifica che nel caso di proprietari di più auto, l'esenzione spetta solo a quella con minore potenza e, in caso di pari potenza, a quella che paga solitamente il bollo più basso. Per le moto e ciclomotori l'esenzione è invece totale, senza specifiche di potenza, ma anche in questo caso se si posseggono più due ruote, l'agevolazione spetta ad una sola, quella con minore potenza. Non è inoltre cumulabile con quella usufruita per un'autovettura intestata allo stesso stesso proprietario.

Il taglio alle accise: ancora benzina più economica

L'altra misura approvata in consiglio dei ministri è la proroga del taglio delle accise sui carburanti, una misura introdotta inizialmente in risposta al caro-energia degli ultimi anni e che il governo ha scelto di confermare. Il taglio riduce il prezzo di benzina e gasolio rispetto a quanto costerebbe con la tassazione piena, alleggerendo il rifornimento per tutti - pendolari, autotrasportatori, famiglie - indipendentemente dal tipo di auto posseduta.

Il governo ha deciso di rinnovare lo sconto, temendo che il mancato rinnovo sarebbe stato una decisione impopolare: in questi giorni infatti il prezzo del gasolio ha raggiunto il livello più alto da quando si registrano le serie storiche, dal 2005, e ha superato anche i massimi toccati nelle prime settimane di guerra in Ucraina.

I due provvedimenti insieme disegnano un autunno di qualche sollievo per le tasche di chi guida. Con una precisazione che vale sempre: si tratta di sospensioni e proroghe, non di riforme strutturali. Il bollo tornerà, le accise torneranno. Per ora, però, la direzione è quella giusta.