Hanno festeggiato un quarto di secolo, ma sono alla ricerca di una sede

Nodocomix è disposto a pagare una cifra sostenibile per sopperire al problema
17 Set 2026   

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Per una volta non sono andati in reparto, ma si sono ritrovati in piazza. Vestono camici colorati, portano nasi rossi, buffi cappelli. Si chiamano Lampadina, Arcobaleno, Pallino, Titina, Scaramouche, Baloss... I loro ferri del mestiere sono i palloncini, le bolle di sapone, le caramelle, i libri di fiabe. Parliamo dei medici-clown dell’associazione Nodocomix, che sabato scorso hanno festeggiato il quarto di secolo in piazza Santarosa.

Venticinque anni passati in ospedale (specialmente tra i bimbi della Pediatria), ma anche nelle case di riposo del territorio per portare un sorriso a chi sta passando un periodo difficile. Impresa tutt’altro che facile, ma che i nostri “Patch Adams” (il medico statunitense inventore della “clownterapia”) affrontano ogni sabato pomeriggio con generosità.

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Il gruppo è nato nel 2001 da una costola dell’associazione “Il nodo”, un gruppo teatrale parrocchiale che portava in scena spettacoli musicali. Il suo fondatore, il dottor Turacciolo – al secolo Matteo “Rino” Rosso, 72 anni, pensionato – guidava allora un primo gruppo di 22 “camici colorati” che andò a “studiare” persino a Merano. Negli anni l’attività è cresciuta, si sono formati nuovi medici-clown, il gruppo ha addirittura toccato il “picco” di 130 volontari (oggi sono un centinaio) ed è uscito dai confini saviglianesi per andare anche nel Saluzzese e nel Fossanese. D’altronde, gli associati arrivano non solo dalla nostra città, ma anche da Saluzzo e dalle valli Varaita e Po, da Barge e da Paesana; altri da Fossano e da Bra. Sono persone di tutte le età: studenti, lavoratori e pensionati.

Attualmente, l’associazione ha un problema: quello di trovare una sede (specialmente come deposito dei materiali); per averla il gruppo è anche disposto a pagare una cifra sostenibile.
Il sodalizio è sempre alla ricerca di nuovi volontari. Chi volesse unirsi (sabato in piazza c’era anche un punto informativo) può frequentare i corsi che vengono organizzati periodicamente ed iniziare l’avventura. Il requisito fondamentale è quello di conoscere almeno tre lingue: quella italiana, la lingua dei bambini e quella del cuore. Mica poco, ma i “camici colorati” di Nodocomix sono altamente specializzati.

Guido Martini