Casa Betania, la svolta potrebbe arrivare l'8 settembre

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Nella zona di via Alba c’è un luogo che negli ultimi mesi ha portato in città una vicenda religiosa che ha fatto discutere ben oltre i confini della provincia. È Casa Betania, lo spazio inaugurato nel dicembre 2024 e diventato il punto di riferimento piemontese del “Piccolo Resto Cattolico”, il movimento che fa capo ad Alessandro Maria Minutella.
Da qui passa una parte di una storia che intreccia scomuniche, contestazioni alla Chiesa cattolica, presunte investiture e una particolare idea della successione papale. E ora c’è una nuova data che potrebbe aggiungere un altro capitolo alla vicenda: l’8 settembre 2026.
Secondo quanto riferito negli ambienti vicini al movimento, proprio quel giorno dovrebbe essere presentato - magari proprio nella nostra città - un documento relativo alla cosiddetta “potestas ordinis”. In sostanza, a Minutella verrebbe attribuita, secondo la ricostruzione dei suoi sostenitori, una potestà di origine divina che gli permetterebbe di ordinare nuovi sacerdoti.
È importante, però, mettere subito un punto fermo. Non si tratta di un atto della Chiesa cattolica. La Santa Sede non riconosce alcuna potestà di questo tipo a Minutella, che non è riconosciuto come sacerdote in comunione con la Chiesa.
Chi è Alessandro Maria Minutella
Nato a Palermo nel 1973 e ordinato sacerdote nel 1999, Alessandro è stato scomunicato nel 2018 per eresia e scisma e, nel 2022, dimesso dallo stato clericale. Ha continuato però la propria attività religiosa attraverso il “Piccolo Resto Cattolico”, realtà che contesta la Chiesa ufficiale e sostiene una propria interpretazione della successione papale.
Uno dei punti centrali della sua posizione riguarda papa Benedetto XVI. Minutella sostiene che il pontefice tedesco sia rimasto il legittimo papa e che i pontefici successivi - Bergoglio e ora Prevost - non siano invece legittimi. Da questa impostazione discende anche la pretesa di essere considerato il suo legittimo successore: una posizione che non trova alcun riconoscimento da parte della Chiesa cattolica.
Nel giugno 2025, durante un incontro del Sodalizio Sacerdotale Mariano, Minutella era stato inoltre indicato come “Grande Prelato”. Un ulteriore passaggio all’interno di un percorso che, negli anni, lo ha portato sempre più lontano dalle posizioni ufficiali della Chiesa.
Ed è proprio a Savigliano che questa storia ha trovato una sede concreta. Casa Betania è diventata infatti il luogo piemontese di riferimento per le attività del “Piccolo Resto”. Una presenza che ha spinto la Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta a intervenire pubblicamente, invitando i fedeli a non confondere le attività del movimento con quelle della Chiesa cattolica.
Il messaggio dei vescovi è stato netto: Minutella e le persone che operano con lui non sono in comunione con la Chiesa cattolica e non sono autorizzati a presiedere celebrazioni o a svolgere attività liturgiche e catechistiche. Una presa di posizione alla quale Minutella aveva risposto con parole molto dure nei confronti dei vescovi.
Ora, dunque, gli occhi sono puntati su martedì 8 settembre. Bisognerà vedere se il documento annunciato verrà effettivamente presentato, che cosa conterrà e quale valore gli verrà attribuito dal movimento. Per la Chiesa cattolica, invece, la posizione è già definita: Minutella non è in comunione con essa, non è riconosciuto come sacerdote in attività e (soprattutto) non è riconosciuto come successore di Benedetto XVI.
La nostra città si trova così al centro di una vicenda che mette insieme una casa di via Alba, una comunità religiosa, scomuniche, “Grandi Prelati”, presunte investiture divine e una controversa successione papale.
Non è proprio la Savigliano delle cose tranquille. Altro che “bogia nen”.
Paolo Biancardi



