Salva delle caprette, ma riceve una multa da 6 mila euro

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Voleva soltanto evitare che finissero al macello e si è mosso per capire come mettersi in regola. Oggi Salvatore Ciancio, 35 anni, residente a Savigliano, si trova invece a dover fare i conti con una sanzione da 6.000 euro.
Come riportato da La Voce, la vicenda riguarda tre caprette arrivate nella sua proprietà quasi per caso. Qualche mese fa, davanti a casa di Salvatore, comparvero due caprette. Lui, da sempre amante degli animali, decide di non allontanarle e contatta un’associazione ambientalista per chiedere come comportarsi: secondo quanto riferisce, gli viene consigliato di tenerle nella sua proprietà per evitare che possano finire al macello. Lo spazio non manca e Salvatore accetta di occuparsene. Una delle due capre è incinta e ad aprile nasce una capretta. Gli animali diventano così tre.
Nel frattempo, però, c’è anche un aspetto burocratico da sistemare: identificare e registrare i tre animali. Salvatore sostiene di essersi rivolto all’Asl di Savigliano per capire come procedere e racconta di aver spiegato la situazione e di aver chiesto indicazioni, senza però riuscire a completare la registrazione.
A complicare ulteriormente la situazione arriva un problema famigliare. La madre di Salvatore, che vive in Calabria, si rompe il femore e lui parte per raggiungerla, lasciando temporaneamente la nostra città. Il 27 agosto, mentre è lontano da casa, nella sua proprietà arrivano i Carabinieri Forestali del Nucleo di Cuneo, su segnalazione anonima. Come si evince dal verbale, i tre caprini al momento del controllo non risultavano provvisti di marche auricolari né di altri sistemi ufficiali di identificazione.
Dei tre animali, però, soltanto due vengono considerati irregolari. La capretta nata il 2 aprile scorso, infatti, non ha ancora compiuto sei mesi e, secondo quanto riportato nel verbale, può quindi essere identificata nei termini previsti dalla normativa. Per le altre due viene invece contestata la mancata identificazione e registrazione nella Banca dati nazionale. La sanzione prevista va da 1.500 a 9 mila euro per ciascunanimale. Nel caso di pagamento in misura ridotta, viene applicato il doppio del minimo: 3 mila euro per ciascuna delle due capre. In totale, dunque, 6 mila euro.
Una cifra che Salvatore non è in grado di sostenere facilmente. A pesare sulla vicenda, secondo Ciancio, c’è soprattutto il fatto di aver cercato di regolarizzare gli animali. Nel verbale, tuttavia, la violazione viene indicata come non sanabile e non viene quindi applicata la diffida. Per cercare di pagare la sanzione, dunque, Salvatore ha deciso di chiedere aiuto attraverso una raccolta fondi su GoFundMe per raggiungere la cifra di 6.500 euro. Il nome scelto per la raccolta è semplice: “Aiutateci per Peppino Carmela e Pasqualina”. «Dopo essermi recato all’Asl per la registrazione, essendo sprovvisti di orecchini, per aver voluto evitare loro la macellazione dobbiamo pagare la multa per poterle poi registrare», scrive, mentre agli aiuti sfiorano attualmente i 1.300 euro.
La questione, quindi, non riguarda soltanto i 6 mila euro della sanzione. C’è anche il paradosso, dal punto di vista di Salvatore, di aver cercato di mettere in salvo tre animali e di essersi ritrovato successivamente a dover affrontare una pesante contestazione per la loro mancata identificazione.
Peppino, Carmela e Pasqualina, intanto, sono ancora nella sua proprietà. E Salvatore sta cercando il modo di poter continuare a occuparsene senza trasformare quella che era iniziata come una scelta dettata dall’amore per gli animali in un debito impossibile da sostenere.



