Il Comitato solleva alcuni dubbi sui primi interventi ai sottopassi

Al centro della contestazione c'è la natura dei materiali utilizzati come sottofondo stradale, che secondo il Comitato sarebbero difformi da quelli previsti dal progetto esecutivo
18 Giu 2026   

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La questione legata ai sottopassi non accenna a quietarsi. Abbiamo ricevuto una lettera da parte di Luigi Reynaudo, presidente del Comitato di cittadini “per un sottopasso sostenibile” (che potete leggere integralmente all'interno del giornale) proprio legato al tema.

In sintesi, il comitato denuncia una serie di presunte irregolarità nelle lavorazioni in corso, documentate con fotografie raccolte da numerosi residenti. Al centro della contestazione c'è la natura dei materiali utilizzati come sottofondo stradale, che secondo il Comitato sarebbero difformi da quelli previsti dal progetto esecutivo.

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Il progetto approvato prevede uno scavo di 40 centimetri nella sede stradale, la posa di un telo di geotessuto, quindi uno strato di misto granulare anidro di 25 centimetri e infine il manto superficiale da 15 centimetri, di cui 10 in misto granulare stabilizzato e 5 in pietrischetto bitumato. Quello che i cittadini e il Comitato dicono di aver osservato sarebbe ben diverso. «Lo scavo di 40 centimetri non sembra sia stato effettuato, o almeno non nella misura del progetto esecutivo - scrive Reynaudo -. Per lo più appare un lieve scoticamento dello strato terroso superficiale con l'asportazione di una minima quantità di materiale».

Ma è sulla natura del materiale depositato che la denuncia si fa più pesante. Al posto del misto granulare anidro prescritto dal progetto, il Comitato sostiene che sia stato steso «uno strato misto frantumato di detriti di varia natura, dimensioni e origine»: in sostanza, residui da demolizione di fabbricati, riconoscibili dalla presenza di laterizi, elementi cementizi, frammenti di gres porcellanato, legno e plastica.

ULTERIORI DETTAGLI ALL'INTERNO DEL GIORNALE.