Il vicecomandante della Polizia locale Massimo Tavella ha lasciato Savigliano

«Lascio la Polizia Locale dopo quasi 23 anni per una nuova opportunità professionale»
14 Giu 2026   

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Da lunedì 1° giugno Massimo Tavella, vicecomandante della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni “Terre della pianura” (realtà che associa Savigliano, Marene e Monasterolo), ha cessato dall’incarico per intraprendere una nuova opportunità professionale. Ovvero un comando temporaneo presso l’Ufficio della Motorizzazione Civile a Cuneo.

«Lascio la Polizia Locale dopo quasi 23 anni – esordisce –, di cui quasi 8 a Savigliano, gli ultimi 3 da vicecomandante con una parentesi di 3 mesi alla reggenza del comando nel passaggio dall’ex comandante Martini all’attuale Scicolone. Per questa nuova opportunità professionale, che ho scelto e chiesto io, voglio ringraziare l’amministrazione dell’Unione, il segretario ed il comandante che me l’hanno permessa. Colgo l’occasione per salutare, oltre ai colleghi dei vari uffici dei 3 Comuni, anche la locale Compagnia Carabinieri e le stazioni del territorio e tutte le associazioni di volontariato con le quali ho avuto il piacere di collaborare in questi anni».

Tavella, quale bilancio fa di questa esperienza saviglianese?

«Un bilancio che posso definire positivo: in questi anni mi sono occupato di aspetti della Polizia Locale diversi rispetto al precedente comando di Fossano, dove per 12 anni ho seguito quasi esclusivamente l’ufficio verbali e contenziosi. Quando arrivai qui, nel 2018, il comando era fortemente sotto organico e anno dopo anno si è riusciti ad incrementare un po’ il personale garantendo maggiore presenza e servizi, con l’obiettivo di creare ed alimentare uno spirito di squadra sempre più sentito che in questo ambiente è molto importante. Nel tempo si è costruita e rafforzata una collaborazione con tutti gli uffici dei 3 Comuni, in particolare con Savigliano, oltreché con le forze dell’ordine e con le associazioni del territorio. Di questo sono molto grato; l’ho percepito proprio nei saluti dell’ultima settimana. Un percorso di crescita sia sotto il profilo professionale che umano».

Come è cambiato il lavoro della Polizia Locale negli ultimi anni?

«Il lavoro della Polizia Locale non è affatto semplice proprio perché, essendo una polizia di “prossimità”, si occupa di una moltitudine di temi; nelle nostre realtà è molto difficile specializzarsi. La digitalizzazione ha accelerato tutto e personalmente credo forse troppo; oggi un operatore sul territorio senza tablet, smartphone, stampante può trovarsi in difficoltà ad operare. Insieme a questo aspetto, si è sempre più sotto gli occhi “digitali” della collettività pronta a riprendere e mettere in rete ogni cosa, che nella stragrande maggioranza dei casi viene vista in maniera distorta rispetto alla realtà. In ultimo, ci sono le norme che si susseguono troppo velocemente e troppo spesso, sin dall’origine, non sono mai chiare».

Che rapporto ha instaurato con i cittadini durante questi anni?

«Personalmente direi più che positivo; Savigliano e gli altri due Comuni dell’Unione, Marene e Monasterolo, ritengo siano realtà “sane” e ancora lontane da ciò che ormai si legge sulle cronache dei giornali, anche in città della Granda. In questi anni, per i vari aspetti del lavoro, ho avuto modo di conoscere molte persone con le quali, mettendo sempre al primo posto l’ascolto, la collaborazione e l’intento di arrivare alla soluzione del problema, non ci sono mai state questioni negative che si sono protratte nel tempo. Questo mi gratifica molto».

Cosa l’ha spinta ad accettare questo nuovo incarico presso la Motorizzazione Civile?

«Per me era giunto il tempo di cambiare; in quasi 23 anni di servizio credo di aver dato, ma ho anche ricevuto molto dalla Polizia Locale, sia professionalmente che umanamente. Avevo il desiderio di rimettermi in gioco in un ambito prettamente amministrativo che credo più idoneo alle mie caratteristiche; ho avuto la fortuna che mi si sia aperta questa porta. Sarà tutto nuovo, dal lavoro ai colleghi, ma ho sempre creduto nell’importanza di imparare e spero di vivamente di poter aggiungere un altro tassello al mio bagaglio professionale, oltreché personale. Per adesso l’incarico sarà temporaneo per un anno, ma spero nel frattempo di avere la possibilità di essere confermato».

Paolo Biancardi