Abbattuta una storica quercia di almeno 150 anni

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Riceviamo e pubblichiamo.
Quando si passeggia o si va in bicicletta nell’agro saviglianese, capita di vedere ancora qualche maestosa quercia centenaria svettare sul paesaggio, purtroppo uniforme, fatto di campi coltivati intensamente e si pensa con piacere che un albero di grandi dimensioni è un ultimo rifugio per gli insetti, per gli uccelli e per i piccoli mammiferi, sempre più “costretti” dall’attività umana. Spesso però succede che, inavvertitamente, guardando il paesaggio si abbia una strana sensazione di smarrimento, come se mancasse qualcosa, ma poi ci si ricorda che proprio lì c’era un albero centenario che ora è sparito ed il senso di smarrimento si trasforma in dispiacere, delusione, amarezza. È quanto è successo a pochi chilometri a sud-est del centro città, dove quest’anno è svanita nel nulla una quercia di almeno 150 anni che prima era il condominio in cui vivevano numerosissime creature alate e non, in una sorta di microambiente ancora naturale.
Non si discute sul fatto che l’abbattimento sia stato perfettamente legale, in quanto in una proprietà privata un albero che non sia iscritto sul registro regionale degli alberi monumentali non è legato a vincoli di nessun genere, ma qui si vuole semplicemente dire che, procedendo di questo passo, il paesaggio saviglianese si sta impoverendo sempre di più e questa realtà è sotto gli occhi di tutti. In un caso come questo l’assenza di una “cultura” ambientalista ha fatto sì che prevalessero gli interessi della “coltura” intesa come coltivazione intensiva di ogni piccolo, anzi piccolissimo angolo della nostra campagna; non è comunque significativamente importante il danno (ombra, fastidio per le operazioni agricole...) che quell’albero procurava se messo a confronto con il suo valore naturalistico e paesaggistico.
Che fare dunque? Dal punto di vista legale, come si è detto, per il momento non è possibile fare nulla, anche se l’articolo 9 della Costituzione Italiana dovrebbe tutelare il paesaggio e l’ambiente, ma parlarne e cercare di divulgare il problema è certamente importante; se sempre più persone guardassero il mondo che ci circonda con occhi nuovi, sarebbe già un risultato notevole. Intanto sarebbe utile che si facesse una sorta di inventario degli alberi di un certo rilievo naturalistico e paesaggistico presenti nel Comune di Savigliano, magari coinvolgendo le scuole, perché spesso dal punto di vista ecologico i giovani studenti sono più sensibili degli adulti in quanto sono proprio loro che erediteranno un mondo sempre più povero e meno bello.
Luigi Bertero – Membro della Consulta ecologia


