Un piccolo gesto "green" per ricordare il medico scomparso

Una targa in sala operatoria a ricordo del dottor Diego Rosso
08 Mag 2026   ,

Il Saviglianese è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti gratuitamente al canale ed essere sempre aggiornato sulle ultime novità.

Un piccolo ma significativo gesto per ricordare un amico e un collega che non c'è più. Presso la sala operatoria dell'ospedale di Savigliano è stata apposta una targa commemorativa dedicata al dottor Diego Rosso, urologo prematuramente scomparso lo scorso 10 gennaio, sul distributore dell'acqua donato dai medici del Dipartimento Chirurgico in memoria del caro collega deceduto. Il nuovo distributore rientra nelle iniziative "green" promosse all'interno dell'Azienda Sanitaria Cuneo Uno, di cui anche il dottor Rosso era un fautore.

L'urologo Diego Rosso

Diego Rosso, 51 anni, era originario di Cavallermaggiore e viveva a Sanfré. Tanti nel nostro territorio lo conoscevano ed avevano avuto modo di apprezzarne non soltanto le doti professionali, ma anche quelle umane.

Diego era nato nel 1974. Dopo il diploma di geometra alle superiori, conseguito presso l’Istituto salesiano di Lombriasco, nel 1999 si era laureato in medicina a Torino, ottenendo poi la specializzazione in urologia, con lode, nel 2005. La sua tesi di laurea gli era valsa la dignità di stampa. Dal 2007 lavorava abitualmente all’ospedale di Savigliano, ma anche in centri medici come l’Eumed – nella stessa cittadina – o il Santa Chiara di Bra. Competente e preparato, si faceva apprezzare per le doti professionali, ma quel che faceva la differenza era la passione per il lavoro che trasmetteva e soprattutto l’attenzione e la disponibilità verso gli altri.

Forse ti può interessare
Nuovo ospedale Savigliano-Saluzzo-Fossano, approvato il progetto di fattibilità tecnico economica

Persona profondamente religiosa, Rosso si dedicava al volontariato; fin da ragazzo collaborava con l’Oftal (Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes) delle sezioni di Bra e Lombriasco, accompagnando i malati nei pellegrinaggi a Lourdes. Partecipava inoltre alle attività dell’oratorio di Bra gestito dalla comunità salesiana alla quale era sempre rimasto molto legato: curava tra l’altro i confratelli braidesi che ne avevano necessità.

Sposato con Erica, direttrice sanitaria della residenza per anziani “La Corte” di Marene, aveva due figli. Ora riposa nel cimitero di Sanfré.