Consegnate le borse di studio dell’Avis ai figli dei donatori

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Un atto di solidarietà che salva le vite, trasformando un piccolo gesto in una grande speranza per chi ne ha bisogno. Un gesto che da ben 80 anni l’Avis di Savigliano compie con generosità, senza clamore, spesso in silenzio. Un sodalizio che da sempre guarda al futuro con entusiasmo, investendo tempo e risorse per le nuove generazioni. «I giovani sono il presente» evidenzia il presidente Giancarlo Rivarossa. Ed è con questo spirito che nel 2024 è nata l’idea di istituire borse di studio per i figli di donatori della sezione saviglianese, che si sono distinti per meriti scolastici. Sabato scorso, 28 febbraio, a palazzo Miretti, si è svolta la cerimonia di consegna della terza edizione.
«Un’iniziativa lodevole – ha sottolineato il presidente provinciale del sodalizio, Valentino Piacenza – che vuole premiare lo zelo di questi ragazzi e, simbolicamente, con i genitori, il senso di appartenenza all’Avis. Il 2025 si chiude con una flessione al ribasso per la donazione di sangue, dovuta al caldo eccessivo dell’estate e a fattori contingenti, mentre il plasma raccolto a livello nazionale è aumentato del 6%. Savigliano ha avuto un trend positivo, a riprova che le campagne di sensibilizzazione tra i ragazzi sono utilissime».
Non a caso, il numero dei vincitori è in costante aumento, come gli istituti scolastici con i quali l’Avis collabora con momenti informativi e azioni di promozione. «Il merito va agli insegnanti, che si fanno portavoce dei nostri valori. Un grazie particolare va alla socia avisina e membra del direttivo saviglianese, nonché docente, Elena Fea, che da tempo accompagna in un progetto di avvicinamento alla donazione di sangue e plasma gli studenti di quinta superiore» ha aggiunto Rivarossa.
E i risultati si vedono: su dieci premiati, cinque sono a loro volta già donatori. Si tratta dei fratelli Antonio e Agostino Bergesio, Christian Borea, Alice Donalisio e Alisea Pizzillo. Gli altri vincitori sono Riccardo Baudena, Elena Bertaina, Filippo Garello, Samuele Lerda e Pietro Re. Tre le scuole superiori coinvolte, l’Arimondi Eula, il Cravetta Marconi e il Cnos Fap. «Ciò che ci ha veramente sorpresi è che gli allievi hanno fatto da testimonial ai loro coetanei, invitandoli a conoscere l’operato dell’Avis» ha rimarcato la Fea.
Se la scuola ha un ruolo importante, molto si deve anche alle famiglie. «Come Consulta famiglie lavoriamo sul concetto di dono e impegno civile all’interno della comunità» ha specificato la consigliera Silvia Garaventa. «La comunità di Savigliano non può che essere orgogliosa dell’Avis, un faro per il mondo del volontariato e per la partecipazione attiva alla vita sociale della città» hanno concluso il sindaco Antonello Portera e l’assessore alla cultura Roberto Giorsino.
Il pomeriggio è stato allietato dai “notturni” di Chopin, eseguiti al pianoforte da Luigi Dominici, insegnante dell’istituto Fergusio, accompagnato dal direttore artistico Michelangelo Alocco.
Simona Trabucco



