Coach Maggiora: «Ho visto la solita Sara competitiva». E sull'Europeo: «Peggior location di sempre»

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7 medaglie (2 bronzi, 2 argenti e 3 ori) e 8 record totali fra individuali e staffette. Era questo il bottino con cui è tornata a casa Sara Curtis dagli Europei in vasca corta che si sono recentemente svolti a Lublino. La kermesse polacca ha rappresentato la consacrazione della nuotatrice saviglianese a livello (inter)nazionale, sia per l’attenzione riservatale dai mass media che, soprattutto, per i risultati ottenuti che hanno permesso di trascinare l’Italnuoto alla vittoria del medagliere. Gli allenamenti di coach Todd DeSorbo presso l’Università della Virginia - istituto che Sara ha iniziato a frequentare da questa estate - hanno iniziato a dare i primi frutti, ma dietro c’è, chiaramente, tutto il lavoro svolto qua in Italia, fra Savigliano (piscina da 25 metri) e Cuneo (50 m) per la precisione, assieme al CSRoero e con il suo allenatore di lunga data, Thomas Maggiora, il quale aveva iniziato a seguirla quando lei aveva appena 10 anni. I due hanno potuto riabbracciarsi proprio in Polonia.
«Sara si è lanciata nel mondo delle grandi a livello continentale, si vede il lavoro svolto nei tre mesi in America e si nota anche il lavoro fatto prima degli Stati Uniti d’America - ha commentato Maggiora, che non ha decisamente avuto parole al miele per l’Europeo polacco - La vasca, secondo molti, non era perfetta per ospitare un evento di questo genere; c’erano molto camminate e le vasche di riscaldamento non erano un granché. Una location terribile, la peggiore di tutte, spero di non tornarci più. Anche perché c’erano tante gare ravvicinate: chi ha stilato il programma era un incapace, ma Sara alla fine ha fatto tutto perché sapeva di essere competitiva».
L’esempio più lampante è quello del pomeriggio di sabato 6 dicembre, quando ha gareggiato in due semifinali (50 dorso e 50 stile libero) e nella finale dei 100 sl. Superfluo ricordare che quel pomeriggio Sara vinse l’oro nei 100 sl e si qualificò nelle finali delle altre due categorie, dove ha poi vinto un oro e un argento.
Gli allenamenti a stelle e strisce hanno dato, come si diceva, i primi effetti, ma coach Maggiora non era del tutto convinto: per lui il trasferimento negli States è stato leggermente prematuro. «Penso che poteva ancora continuare un periodo di crescita in Italia, ha fatto un’altra scelta e speriamo che possa raccogliere i giusti frutti - ha spiegato - Lei là si trova bene, è felice, e se lei è contenta, sono contento anche io».
A Lublino, Thomas e Sara hanno potuto rivedersi dal vivo (e in vasca): «Che impressioni mi ha dato? Avendo incrementato un certo tipo di lavoro, l’ho vista più forte fisicamente; per il resto è la solita Sara competitiva - ha affermato - Noi ci sentiamo costantemente, mi racconta cosa fa là, c’è un dialogo costante e i giorni in cui viene qua e nel corso dei riscaldamenti seguiamo il programma stilato da DeSorbo».
In questi giorni di vacanza e di fermo dalle grandi competizioni, la portacolori dell’Esercito è attualmente a Savigliano per godersi i momenti in famiglia e con i propri cari, ma non è stata completamente ferma, perché martedì 23 dicembre era impegnata in una gara regionale. Seguirà successivamente il rientro negli Stati Uniti.
Rivedremo Sara in Italia il prossimo aprile, in occasione dei Campionati Italiani Assoluti primaverili di Riccione, per i quali la sua presenza, di conseguenza, è già confermata.
E mentre la sua assistita prosegue il proprio percorso oltreoceano, coach Maggiora prosegue il suo qua, in provincia Granda, sempre sotto il CSRoero ma non più a Savigliano. «Attualmente sono in pianta stabile a Cuneo con un nuovo progetto con la mia società, in cui seguo tutto il percorso agonistico per creare una linea guida e un movimento che possiamo far crescere - ha rivelato - È un’esperienza che sta andando molto bene, con scelte molto ponderate sui tecnici e i ragazzi sono parecchio motivati e curiosi: visto che la società ha sempre cercato di allenare atleti importanti, pian piano cercheremo di alzare l’asticella, in modo da diventare una società importante anche fuori dalla regione, facendo crescere i ragazzi e soprattutto trattenerli qui. Cuneo è una città fatta su misura per le persone e ha i dovuti spazi, penso possa nascervi un progetto di rilievo».
di Alessio Bessone

