Nominata la nuova presidente del RS Volley Racconigi

La cavallermaggiorese eredita il ruolo che fu di Buo per 40 anni
12 Feb 2025   

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«Si tratta di un compito difficilissimo, perché eredito la poltrona di una persona molto carismatica, che ha fatto tantissimo in questi 40 anni: sarà arduo essere all’altezza».

C’è tutta la consapevolezza del suo nuovo ruolo nelle commosse parole di Paola Ronco, neopresidente della società RS Volley Racconigi: dopo la scomparsa dello storico Michele Buo (mancato a inizio anno), è stata scelta la vicepresidente come nuovo numero uno del club. «Michele era il Presidente, un amico, una persona da chiamare nei momenti difficili, ma anche il nostro consulente d’amore: ci mancherà sotto l’aspetto sportivo che (soprattutto) umano - rivela Ronco - Era da anni che cercava di mettermi dentro la società: io mi sono sempre defilata, ma a Natale 2024 avevo accettato la vicepresidenza, con la garanzia di avere Buo nel ruolo di presidente».

Con un passato da giocatrice nel vivaio di Savigliano e la successiva esperienza a Fossano, Paola Ronco (classe 1973) si è accasata al Racconigi, diventando, nel tempo, membro del direttivo del RS Volley Racconigi. Ora, da nuova presidente, l’intenzione è di dare continuità al campionato seguendo la linea dettata da Buo; solo a fine stagione si potrà parlare di eventuali cambiamenti. «Io, la vicepresidente Francesca Barberis e le allenatrici Roberta Saimandi e Roberta Aragno ci siederemo poi a un tavolo per capire cosa fare e come riorganizzare, in base alla nostra visione e ai nostri impegni - aggiunge Ronco - Sicuramente punteremo molto sul settore giovanile. È da 40 anni che questa società aiuta i ragazzi del Racconigese e dei dintorni, difatti noi e molte altre donne siamo ex compagne di squadra».

Il passaggio di consegne non è stato sicuramente facile, emotivamente parlando: «La scomparsa di Michele ha rappresentato un peso umano pazzesco e lo è ancora oggi, la sua sedia vuota in palestra è straziante - conclude la neopresidente - Importante è stato anche l’appoggio della sua famiglia a collaborare nel passaggio».

di Alessio Bessone