Dopo trent'anni di attività, la vigilessa va in pensione

Dal 1992 al 2023, ora la "vigilessa del centro città" appende la paletta al chiodo
26 Lug 2023   

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Cristina Grosso, 60 anni, di cui 30 trascorsi in divisa da “vigile urbano” per le strade di Savigliano, nelle prossime settimane raggiungerà l’agognata pensione. L’abbiamo sentita per farci raccontare la sua vita lavorativa.

Qual è stato il suo primo servizio?
«Ho indossato la divisa da agente di Polizia municipale il 1° dicembre 1992».

E l’ultimo?
«Mi congederò, per raggiunti requisiti pensionistici, il quattordici agosto 2023, da ispettore».

Approssimandosi la pensione, quali sono i suoi pensieri?
«Di aver fatto il mio lavoro di agente, per tanti anni, sempre a contatto con i cittadini – nelle scuole, nei mercati, sulle strade della mia città e non solo – tra la gente comune... quasi sempre con un sorriso. Anche se mi era stato proposto, molti anni fa, un ruolo in ufficio, ho scelto di rimanere operativa, per decenni, come “vigile urbano” del territorio, nonostante pioggia, neve, freddo, caldo e polvere».

Ha avuto il sostegno della famiglia nel suo lavoro?
«Sempre, anche nei momenti difficili. La nostra è una famiglia molto unita, che rispetta e crede nelle istituzioni. Ricordo che, quando ho indossato la divisa blu con il cappello bianco, mio papà Gino, così come mio marito Fulvio (D’Alessandro, ndr), erano molto orgogliosi. Da anni anche mio figlio Andrea indossa una divisa, ma di colore verde e con il cappello alpino».

La ricorderanno come il vigile del centro città. Cosa signfica questo per lei?
«Vuol dire essere sempre presenti, ascoltare, informare, comprendere, aiutare a volte prevenire e gestire situazioni difficili. Per decenni ho seguito e aiutato i bambini che andavano a scuola. Li ho visti crescere sulle strisce pedonali. Con i loro genitori si è instaurato un rapporto bellissimo di fiducia, collaborazione, stima, simpatia e qualche caffè».

L'INTERVISTA COMPLETA ALL'INTERNO DEL GIORNALE.